venerdì 25 febbraio 2011

Brain


Left brain: I am the left brain. I am a scientist. A mathematician. I love the familiar. I categorize. I am accurate. Linear. Analytical. Strategic. I am practical. Always in control. A master of words and language. Realistic. I calculate equations and play with numbers. I am order. I am logic. I know exactly who I am.
Right brain: I am the right brain. I am creativity. A free spirit. I am passion. Yearning. Sensuality. I am the sound of roaring laughter. I am taste. The feeling of sand beneath bare feat. I am movement. Vivid colors. I am the urge to paint on an empty canvas. I am boundless imagination. Art. Poetry. I sense. I feel. I am everything I wanted to be.
Destra, decisamente...
Sinistra, decisamente.

From:kessenza.tumblr.com

lunedì 6 dicembre 2010

Parlando di politica in un italiano scorretto.

Non mi interessa,dico.E so che non è vero neanche questo.
Mi girano i coglioni essere corretto durante un discorso e le verità sono almeno due.
La prima è che se "sento" un atteggiamento due volte in una sera quell'atteggiamento è successo e quindi è vero.
Excursus.
Mi è successo di capitare in discorsi nei quali ero in torto,sia dal punto di vista dei contenuti,sia da quello dei fatti sia in quello dell'esposizione linguistica.Grammatica.Italiano.Forma.Fottuta forma del cazzo senza sorriso.Sorrisi,quelli che dovete tenervi stretti nelle vostre chiappe incontinenti di lussuria,laddove la lussuria perde il significato del godimento per il troppo esercizio.
Sono stato corretto senza alcun urto,nel piacere di parlare,e, se non c'era piacere c'era scontro e mi va bene lo stesso.Non correggetemi con il sorriso e nell'orecchio perchè vi odio.Ammetto gli errori se solo avete il coraggio di inorridire chiaramente nella vostra sapienza perchè almeno avete una posizione.
La seconda è che sono ignorante e parlo spesso delle cose che sento cercando un confronto aperto senza volere che la mia idea prevalga ma solo per cercare una proposta ma,questo, è evidentemente troppo.
Il mio ambiente è cambiato e se non presenzierò il 24 dicembre listener capirà.

giovedì 9 settembre 2010

Volontariamente no title

Affanculo,affanculo,affanculo.
E' tempo di coperta sui piedi mentre scrivo su questo blog.Non è un male.Notizia:è finita l'estate e ce lo dice la coperta e il fatto che abbia rivisto certe facce il che,a sua volta,vuol dire almeno due cose e cioè che,la prima,sono uscito ed ho "frequentato" un posto dove la gente si riunisce e,la seconda,la gente è sempre lì.
Quello che provo è la gambizzazione del mio entusiasmo da parte di queste forme stabilite in un posto e viventi nella più assoluta normalità la propria condizione sedentaria.
La prima considerazione immediata è che a ben vedere,o meglio,per senso comune e normale,quello sedentario sarei io,la seconda considerazione è che non sono cazzi loro la mia sedentarietà,la terza è che non ho voglia di fare il bravo e prostrarmi e la quarta che non si può aspettare le nove e venti per mangiare se sei lì dalle sette,mi fa incazzare,naturalmente.
Ci unisco il fatto che sono stato naturalmente,e sottolineo e mi evidenzio naturalmente,in grado di condurre alcuni discorsi più che piacevoli senza che emergesse alcuna postura social-pubblica da parte delle parti coinvolte,ovvero me stesso ed un amico,durante un soggiorno a Milano.
Ho voglia di parlare e la gente migliore l'ho vista all'aperitivo.
Ebbene si.

mercoledì 14 luglio 2010

Compagnie

La doccia notturna è una bella roba,vince il caldo per una mezz'ora e mi da il tempo di scegliere come impiegare alcune idee.
Finestra aperta ma aria zero.
Cane sul tappeto alle mie spalle che prova a dormire ma anche lui soffre il caldo:il pavimento forse sarebbe più indicato ma lui sta lì ed è contento.Beato lui.
Comunque in questi giorni ci spalleggiamo a vicenda ed è un bel feeling.

Parliamo di compagnie.

Ho sempre preferito quelle piccole,per non dire ristrette, e di qualità dove,la qualità,è data dal mio momento e dalle sue necessità.

Poche persone e che non mi annoino.

Non ho voglia di correntoni e iperboli,grandi entusiasmi e slanci:fa già caldo e appiccicano più del sudore.Economia di energia.

Piuttosto prendiamoci una birra gelata in mezzo alla gente,occhiali da sole,maglietta e pantaloncini.Poca visibilità e grande egocentrismo.

Forse lì in mezzo trovo la mia vacanza,un pensiero da forestiero tra queste anse note.

Un'idea, forse alcune idee, buone da impiegare solo per togliere il cappio a quest'estate malata e greve.
La strategia è quella della fuga correndo.Non ho voglia di stare con alcuni.

La cosa buona è che non è una colpa.

martedì 8 giugno 2010

Fàntasia

E' un periodo nel quale il tempo è un po'più fluido e si sente tra le dita diventando qualcosa di diverso da un'incognita e più simile ad un prestigio di cui si intuisce il trucco,senza per altro capirlo davvero.
Questo non fa incazzare nè rende particolarmente orgogliosi o meritevoli ma certamente rende la mia condizione più divertita e nuovamente più distaccata,riprendendo quella traccia di intuizione che a causa dell'età adulta e di tutte le sue necessità avevo tralasciato.
Questo diverte solo me perchè l'intuizione è un micromondo di pensieri che prendono la propria vita e la propria logica nello spazio ristretto della psiche la quale,per una volta,non deve essere intesa come una cosa oscura e pericolosa,ripiegata nelle proprie perversioni e che brucia maggiormente più l'aria è tetra,ma semplicemente come un girotondo non politico di pensieri e fantasia.Un signore degli anelli mio,la mia mitologia,la mia esistenza che sviluppa piani di possibilità nuovi.
All'alba dell'età di mezzo riscopro quanto sia salutare affrancarsi per un momento da ciò che è definito vero,pratico e da,propriamente,farsi.
Certo che lasciarsi andare proprio del tutto non è esattamente facile,sennò volerei.
Tutte queste nuove informazioni che mi stanno arrivando da diverse parti stanno ristabilendo un collegamento con l'io che sospetta felicemente che qualcosa si muova diversamente dal canonico meccanismo azione-reazione e che sia vero anche ciò che non si tocca.

L'altra sera c'è stata una pizzata per ricordare il decennale del conseguimento del diploma e tra i vari discorsi uno m'ha fatto incazzare perchè riguardava la dose del mio talento e quanto invece faccia la mia applicazione.
Uno sosteneva che sono un applicatore,ma vi pare??
Questo però apre uno spiacevole campo pratico di materialismo e ottenimento che chiudo subito dicendo che sotto sotto è molto vero che mi brucia ma poco m'importa perchè sono capace di chiudere gli occhi e se poi mi mettessi veramente son cazzi suoi!!!

Tra le info sopracitate:"la biologia delle credenze" di Bruce Lipton e "What the bleep do we know"

giovedì 6 maggio 2010

Vuoto

La montagna è una costante della mia vita che negli anni ha assunto diverse sfaccettature e ad oggi mi chiedo che responsabilità abbia senza saperlo.
In termini assoluti l'arrampicata ed in generale l'alpinismo hanno come concetto base la vittoria sulla gravità,da intendersi come forza fisica tradizionale,e la salita.

Cosa vuol dire salire?Non lo so

La cosa più affascinante tra i miei pensieri di questa sera è stata l'esposizione al vuoto.
Il vuoto è,scalando,quello che ti sta sotto,dove cadi se sbagli.
Chi scala apprezza il vuoto,ama la possibilità che ci si possa cadere ed è affascinato da quello che sta là in fondo senza che,per forza,sia la morte.

Molti vorrebbero cadere.