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mercoledì 28 novembre 2012

mobilizzazione vertebrale

Cosa dire di questa pioggia incessante? che non smette ed è la sua necessità,cade perchè non può fare altro,cade serena e rassegnata senza che in questa emozione vi sia malessere. Ci sono grandi pozze ovunque,sembrano quasi laghi:se fossi un bambino forse sarebbero più laghi che pozze,almeno nelle dimensioni della fantasia. In alto sicuramente nevica:la differenza tra la neve e la pioggia,che poi in fondo sono la stessa cosa,è il silenzio;quando cade la neve non c'è rumore. Non so quale delle due sia la maggior portatrice di calma,forse è proprio la propensione di un certo momento al silenzio o al rumore. Anche le vertebre che scrocchiano fanno rumore e oggi portano calma,per necessità.

sabato 28 luglio 2012

Viabilità

I don't care much about traffic and its rules. It's more about meeting people that remind you the way you come from amd the taste you get from them. You can touch it in the air with your fingers and you can also figure it out in your mind,painting it with the matt colors of memories. portishead,roads.

giovedì 14 giugno 2012

Euro 2012

Non credo che ci sia la giusta maturità per fare strada in questo europeo. Il clima è lo stesso,quello di un inizio d'estate sufficientemente mite affinchè i piedi scoperti soffrano il fresco della sera e al contempo si possa stare in maniche corte con un paio di jeans a completare l'abbigliamento. Personalmente la combinazione degli elementi sopra citati mi è dolce nel ricordo nell'atto di rimembrare quasi a livello olfattivo l'estate,oltre a farmi sentire bene quando l'indosso. Bene;a parte 'ste cagate mi viene da dire che gli elementi che frequentavano la solita veranda erano di un altro livello nel loro insieme.C'era un leader carismatico e pirla a sufficienza,un drappello di coglioni che gli andavano dietro motivati da disinteressata propensione al tifo divertito e sentito, senza schieramenti di parte o super presunta competenza tecnica;c'erano degli adulti molto di presenza.In generale si scopava bene,divertendosi o per festeggiare e i rapporti non avevano polemiche annesse,non c'erano troie e neanche suore e tutti insieme festeggiammo un mondiale. Oggi non siamo pronti,come due anni fa.Cazzo. Eravamo molto più simili all'alternativo nel nostro essere molto comunemente normali,c'è ancora da imparare da noi stessi.

mercoledì 16 maggio 2012

Vent

Le riflessioni di una serata ventosa conducono alla solitudine o se fosse un gesto sarebbe come accovacciarsi,abbracciandosi le ginocchia con lo sguardo all'orizzonte. Ci sono linee sulle mie montagne che diventano lame nere e perfette e tagliano il cielo blu e limpido del crepuscolo inoltrato nel momento della giornata in cui le prime stelle hanno già fatto il loro ingresso e sono molto brillanti. C'è vento forte da due giorni e mi porta via,lontano dalle voci,dai discorsi,dai comportamenti e da qualunque cosa si intenda per interesse.Ci sono solo correnti invisibili da seguire col corpo e con il pensiero ovunque vadano,consapevole che finiscono da nessuna parte perchè il vento si perde comunque. Dunque non parlatemi di nulla,specialmente di persone,perchè non vi sento.

lunedì 30 aprile 2012

Pollution,inquinamento mentale

E' fastidioso alzarsi e sentire pesante la continuità temporale con ieri,cioè senza avvertire l'alba di un nuovo giorno come una pagina che si svolta bensì come il misero salto di una riga senza che,ironicamente,ci sia almeno la pausa ritmica di un qualunque segno di punteggiatura. Mi sono alzato in questo modo sentendomi molto frustrato e senza prospettiva,cioè senza che dal mio punto di vista sia evidente un punto fuga su cui far convergere lo sguardo e di conseguenza l'attenzione. ho sentito una gran rabbia contro me stesso e contro l'incapacità delle mie mani di fare qualunque cosa,ho sentito la rabbia profonda verso la mia allergia e i miei polmoni incapaci di accettare particelle esterne che mi impediscono anche solo di tagliare l'erba.Ho sentito un'angoscia pazzesca pensando alla stanchezza che mi alcune volte mi sorprende arrivando dal nulla,inaspettata,subdola e misera come la condizione di chi non sa uscirne e affrontare le cose.Sono definitivamente furente contro il mio coraggio che ha fatto le valigie,contro l'incapacità di fare le cose da solo,contro la paura di farle e contro le scuse che prendo.Mi sono vergognato della paura che ho di massaggiare,di rimanerci sotto e di sboccare.Sono pietrificato dalla paura di svenire.Eppure a volte qui non voglio stare.Sento la punizione che mi infliggo mentre vedo la gabbia in cui tengo la mi serenità e quella dove tengo un cane affamato e furente che in queste condizioni non ha bisogno di altro cibo per continuare a crescere.L'autodistruzione autoimposta per non saper cosa fare del mio status privilegiato che se anche mi dessero 200.000 euro non saprei dove metterli.Cosa cazzo vuoi fare da grande merda di un uomo.C'è cosa peggiore del non voler crescere,qual'è la tua fottuta paura nel farlo?

mercoledì 4 aprile 2012

Tempo

E' tutto il giorno che giro intorno all'idea di scrivere qualcosa stasera e mi sembra strano ma lo sto proprio facendo.Così come altre volte in passato,è stata la pioggia a iniziare questo scritto e lo ha fatto molto prima che le prime balbettate parole apparissero sullo schermo.La pioggia ha su di me un effetto innescante e mi diverte il contrasto che c'è tra il suono bagnato che sento sul tetto e l'immagine di una miccia accesa da cui parte il mio discorso.
A dirla tutta non so neanche che discorso ho intenzione di fare,posso solo iniziare da qualche parte e proseguire fino a che mi andrà:il mio stupido inizio riguarda la poltrona sulla quale sono seduto a scrivere e il fatto che l'ho spostata apposta davanti alla finestra perchè,dovete sapere,in origine doveva star lì con tanto di poltrona gemella e tavolino adiacente,doveva essere il punto principale della vita domestica che mi sarebbe piaciuta esser fatta di libri e conversazioni sorseggiando una tisana in inverno,un bicchiere di vino rosso la sera, o un cocktail fruttato d'estate,là proprio su quelle poltrone.
Una sera mi è stata data l'idea di fare tutto come è adesso ed è evidente che la suddetta idea mi è piaciuta tanto da realizzarla ma oggi che guardo questo salotto mi sembra come se fosse pietrificato e altrui,senza nascondere il fatto che il centro della mia vita casalinga è svogliatamente diventato quel corto divano nero su cui collasso miseramente ogni sera.
Mi chiedo quindi che dimensione ci sia tra una visione personale e una realizzazione per così dire aliena;sono così tanto disposto a cedere inconsapevolmente una parte di me perchè non credo nella mia logica o nella mia estetica?perchè il progetto di un altro è semplicemente più bello?
Forse così mi sono perso la gioia di sperimentare me stesso e attraverso ciò di scegliermi il sentiero, cosa per la quale, oggi,in mancanza di un progetto suggerito,mi dimeno alla ricerca di qualcosa su cui scaraventarmi per placare il tempo che sfugge e le sensazioni sgradevoli che vi si accompagnano.
Eppure stasera,qui da solo, sto bene. Sto scrivendo sulla poltrona e mi sono ripromesso di non passare dal divano ma di andare a letto per riscoprire il piacere di addormentarmi per tempo,possibilmente sfogliando un libro visto che ho il tempo per scoprire il calmo silenzio che mi circonda.

mercoledì 18 gennaio 2012

A chi pensava fossi f...

Tutto circondato dal buio e nel buio scegliere di muoversi.Esercizi di sensazione prima di tutto.
Mi concentro su un braccio e sento ad un estremità le dita,le stiro,le tendo,le chiudo in un pugno sentendo la potenza distruttrice della rabbia e la perversione di una presa sicura e inamovibile:non si muove di un millimetro,sicura e cinica,precisa come un boia e divertita come un re dal potere assoluto.
La sensazione si sposta al bicipite del braccio pronto a contrarsi e inchiodare qualunque cosa al muro con ogni forza:posso godere di ogni singola fibra che si contrae e scarica potenza dal petto al muro.Sento la schiena sgranchirsi come fosse nell'attesa di poter anche lei fare come fanno i cavalli prima che venga dato il via.
Sento la bocca e la mandibola schiacciare ogni granello di sabbia,rimasuglio trito dei sassolini delle scarpe.Cicche di furia che voglio ingoiare solo per gustare la terra e il suo aroma,solo per sentirne il peso sullo stomaco e poi cagarlo mandando affanculo cioè che starà dietro dall'evacuazione in poi.
Alzato dalla tazza voglio sentire l'addome teso e flessibile e ogni forza scendere ed espandersi dalle palle ai glutei seguito da un movimento di assestamento che allarga la base di equilibrio e lo spazio tra i piedi che solo a quel punto iniziano a muoversi per camminare verso e contro molti.

giovedì 10 novembre 2011

Fall

Sono passati questi lunghi giorni di pioggia e oggi splendeva il sole in un cielo limpido e terso color azzurro elettrico,veramente intenso.
La giornata è novembrina negli altri colori con le montagne che sono ricoperte di alberi marroni,gialli e rossi senza quella spavalderia dell'inizio autunno ma con quella quiete che sembra consapevole dell'anima di una stagione che porta al sonno,alla lentezza,alla contemplazione inconscia di un'energia sottile,o,meglio ancora, leggera che sfugge come il vento molto gradevole quando il viso è rivolto a questo sole mite ma incline ad esser freddo. Le cime delle montagne sono spolverate di neve e quel bianco rende ancor più accesa la luce e splendente il cielo.Nessun contrasto in un tutto molto graduale.
Il fondovalle vive nelle linee tra sole e ombra ed è in quest'ultime che mi immergo.L'umidità è molto percepibile e si odora la terra impregnata,l'erba e le foglie umide non ancora marcite che liberano la propria essenza,l'acqua che scorre nelle canarole e le pozze d'acqua ridottesi alonate di un contorno più scuro.Quest'ombra e più fresca ma certamente non buia.
Le case sono più calde mentre,chiuse le finestre,i rumori esterni sono più lontani e la gente è meno conviviale:si ritira senza che sia una chiusura scontrosa sembra piuttosto un commiato gentile quando arriva l'ora di tornare a casa.
Il gusto è quello delle clementine e per analogia cromatica l'unico albero vivo è quello dei cachi.
La luce del tramonto è ora più greve e giunge accompagnata dal rumore veloce dei passi che si affrettano nelle strade per le ultime commissioni prima che il buio arrivi portando con se arcane paure che ancor'oggi risuonano con un impercettibile sospiro quando,con sollievo,si chiude senza rumore la porta di casa e si tolgono le scarpe.

venerdì 7 ottobre 2011

Tarassaco

E' molto bella questa notte perchè la scala dei colori è indecisa tra quella dei blu e quella dei neri e le luci dei lampioni sono definite sia che siano a bordo strada o a metà della montagna.Ci sono vento e luna,crescente.La temperatura è finalmente quella di ottobre e l'aria,complice il vento,è di quella che secca la gola e che lascia capelli e pelle in confusione mentre,di contro parte,i pensieri si sfilacciano perdendo complessità diventando più vicini ad essere veramente raccolti per poi sfuggire all'ultimo momento come succederebbe a un fiore di tarassaco colto da una folata.
Mi addentro in questa notte con una preghiera nel cuore.

giovedì 12 maggio 2011

Insofferenza

Una giornata in cui non ho fatto niente e non è una cosa bella,non ho conquistato un giorno di ferie dopo mesi di fatica e lavoro logorante ma ho solo fatto scorrere un giorno vuoto di appuntamenti;sono stato davanti al pc a giocare come un adolescente e quando mi sono esposto alla luce e all'aria mi facevano male gli occhi senza che riuscissi a ristabilire le misure e la mia posizione nello spazio-tempo.
Adesso nella mia sala,Darko,il mio cane, che è salito per sdraiarsi di fianco a me per dividere il malessere, mi guarda come se si aspettasse qualcosa.Il mio reflusso spinge dal basso all'alto straziandomi il petto in una cosa che è l'insieme tra un urto di vomito e un colpo ben assestato sullo sterno.Mi si prospettano ore di insofferenza e insoddisfazione come viatico per la notte che non ha il connotato di un meritato riposo ma di un passaggio quotidiano,ripetuto e meccanico,un passaggio che è il progetto del prossimo giorno dove due appuntamenti dominano il panorama:taglio i capelli al mattino presto e massaggio Sasha il pomeriggio tardi.Nel mezzo ore di nulla.Andrò a nuotare in pausa pranzo perchè Marianna ci va e io non so cosa fare e non ho voglia di sentirmi solo.Stasera invece non la vedo perchè mi sento troppo male,sono agitato tipo che nei muscoli delle gambe ho il nervoso e nei piedi il fastidio di portare le calze.
Alle spalle c'è il libro nuovo che mi ha consigliato Gigi,il Gigi di cui neanche so il cognome e che è uno dei migliori consiglieri di libri che conosca.Non so neanche se ho la testa per leggere perchè la testa,stasera,è andata a fare in culo.
Allora cerco una qualche ragione a cui attaccarmi e fare riferimento per dribblare quella tentazione infame che è il televisore e mi tuffo,per puro piacere,nella scorsa settimana e al corso fatto a Trieste,città magica.Bhè,lì ci sono le mie visioni di druidi e armi,guerrieri e clan,appartenenza oltre i confini del tempo nei suoi connotati comuni.Piacevoli notti agitate dalla vibrazione,solo intuita,di uno scopo sottile e nobile da perpetuare.Quanto è profonda la differenza con oggi e quanto vorrei piangere la miseria che sono.Nè valore nè convinzione in quest'uomo che non sa come crescere.
Vorrei che mi si aprisse il petto e che le mani che mi amano prendessero il cuore per dargli un bacio e poi riporlo più sicuro.
E anche il mio compagno di giochi degli ultimi dieci anni è qui sdraiato di fianco a me perchè non sa lasciarmi solo in questo momento e di questo lo ringrazio.
Sono tutti con me e io tremo.
Che bello che è piangere.

giovedì 9 settembre 2010

Volontariamente no title

Affanculo,affanculo,affanculo.
E' tempo di coperta sui piedi mentre scrivo su questo blog.Non è un male.Notizia:è finita l'estate e ce lo dice la coperta e il fatto che abbia rivisto certe facce il che,a sua volta,vuol dire almeno due cose e cioè che,la prima,sono uscito ed ho "frequentato" un posto dove la gente si riunisce e,la seconda,la gente è sempre lì.
Quello che provo è la gambizzazione del mio entusiasmo da parte di queste forme stabilite in un posto e viventi nella più assoluta normalità la propria condizione sedentaria.
La prima considerazione immediata è che a ben vedere,o meglio,per senso comune e normale,quello sedentario sarei io,la seconda considerazione è che non sono cazzi loro la mia sedentarietà,la terza è che non ho voglia di fare il bravo e prostrarmi e la quarta che non si può aspettare le nove e venti per mangiare se sei lì dalle sette,mi fa incazzare,naturalmente.
Ci unisco il fatto che sono stato naturalmente,e sottolineo e mi evidenzio naturalmente,in grado di condurre alcuni discorsi più che piacevoli senza che emergesse alcuna postura social-pubblica da parte delle parti coinvolte,ovvero me stesso ed un amico,durante un soggiorno a Milano.
Ho voglia di parlare e la gente migliore l'ho vista all'aperitivo.
Ebbene si.

mercoledì 14 luglio 2010

Compagnie

La doccia notturna è una bella roba,vince il caldo per una mezz'ora e mi da il tempo di scegliere come impiegare alcune idee.
Finestra aperta ma aria zero.
Cane sul tappeto alle mie spalle che prova a dormire ma anche lui soffre il caldo:il pavimento forse sarebbe più indicato ma lui sta lì ed è contento.Beato lui.
Comunque in questi giorni ci spalleggiamo a vicenda ed è un bel feeling.

Parliamo di compagnie.

Ho sempre preferito quelle piccole,per non dire ristrette, e di qualità dove,la qualità,è data dal mio momento e dalle sue necessità.

Poche persone e che non mi annoino.

Non ho voglia di correntoni e iperboli,grandi entusiasmi e slanci:fa già caldo e appiccicano più del sudore.Economia di energia.

Piuttosto prendiamoci una birra gelata in mezzo alla gente,occhiali da sole,maglietta e pantaloncini.Poca visibilità e grande egocentrismo.

Forse lì in mezzo trovo la mia vacanza,un pensiero da forestiero tra queste anse note.

Un'idea, forse alcune idee, buone da impiegare solo per togliere il cappio a quest'estate malata e greve.
La strategia è quella della fuga correndo.Non ho voglia di stare con alcuni.

La cosa buona è che non è una colpa.

venerdì 22 gennaio 2010

Ieri e oggi,andando verso domani.

Due heineken di passaggio al bar come due schiaffi,ormai bastano per stordirmi.
Prima moretti con pizza dell'"apple" tiepida:certosino,pancetta e rucola;squisita anche se fredda perde un tantino.
La cronaca alpinistica registra molti incidenti e una scomparsa dolorosa,oggi.

Ieri sono passato alla cgil per la disoccupazione,dovevo aprire la pratica e dopo che mi sono iscritto alle liste di collocamento mi hanno spedito al sindacato,il quale,dopo un'oretta di attesa e qualche carta compilata con rapidità e competenza,mi ha rispedito al suddeto collocamento per un fottuto singolo timbro.Lunedì,ottenuta l'inchiostrata torno al sindacato,poi boh.

Oggi sono passato al mio vecchio liceo per chiedere delle informazioni per la mia ragazza che vorrebbe prendere il diploma.
Ho incrociato nel corridoio due prof non miei e mi sono diretto in segreteria della quale le occupanti,sorprese,mi hanno salutato sorridendo.
Sono stato rappresentante d'istituto per tre anni e mezzo,dimettendomi a metà dell'ultimo anno per evidenti divergenze con quel minchione di uno dei miei colleghi,quello di influenze leghiste.Eravamo tre "comunisti" e lui un coglione.
Ero uno "personaggio pubblico" al liceo e la segreteria casa mia,praticamente.

Non ero mai stato in un sindacato prima di ieri.Era pieno di vecchiaia e ne aveva l'odore.
Era tutto vecchio.
C'era un quadro con il ritratto di un tipo e il suo nome scitto sotto,o sopra,non ricordo e non è importante,quello che mi ha colpito era la cornice che era di legno e sottile,di un marrone che è la definizione stessa del marrone,non una sfumatura,solo marrone e vecchia.
Qualche funzionario o dirigente o come diavolo si chiamano(SINDACALISTI!!!)si aggirava con borse simil ventiquattr'ore odorando di fumo come solo loro possono,quasi gialli,rugosi,occhialuti e impermeabilizzati.
C'erano un sacco di anziani seduti in attesa di entrare tutti nello stesso ufficio,stanchi,sfiduciati e arresisi a quell'unico scopo giornaliero fatto di pazienza,incazzatura controllata e mobilità ridotta:mi ricordavano il feltro,quei rettangoli di feltro che tagli con le forbici e che sono adesivi da un lato così che tolta la pellicola e sagomati a piacere,li appiccichi sotto le gambe delle sedie e sotto gli angoli dei mobili di modo che scivolino sul pavimento e non facciano più casino.Sembrava che quei signori anziani l'avessero sotto le scarpe per lo stesso motivo e che,una volta morti, l'agenzia funebre incaricata lo prelevasse per riutilizzarlo.
Ad un certo punto è entrata Agnese.
Agnese la conosco da anni perchè veniva in montagna con l'alpinismo giovanile ed è molto simpatica.
Agnese è stata per anni con un ragazzo col quale non sta più ma,da alcuni mesi, sta con un altro ragazzo che le darà un figlio poco voluto,a quanto spiega lei, ma ci hanno pensato molto e hanno scelto di tenerlo,saggiamente.
Questo le è valsa la perdita del lavoro poco prima che il suo contratto diventasse a tempo indeterminato.Agnese lavorava come O.S.S. presso una comunità di recupero per tossicodipendenti.

A un certo punto,dal corridoio che arriva dalla presidenza, è sbucato di colpo il mio professore di Filosofia,il professor Landi.
Io ho amato quest'uomo perchè amavo la Filosofia e lui era il canale attraverso il quale mi giungeva il nettare.
Landi:ventiquattr'ore di pelle marrone vagamente lucida,probabilmente lo era da nuova,maglioncino dalle tonalità autunnali e pantaloni di velluto a coste,scarpe in tinta e trascurabili nell'insieme.
Capelli castani con piazzetta e barba a tutto viso;occhi piccoli e molto azzurri dietro a grandi e ,credo, abbastanza spessi occhiali.
L'unica cosa che ho notato,dicendogli che oggi,a quasi dieci e sottolineo dieci,anni dal diploma, sceglierei il classico invece dello scientifico, è che la sua barba comincia a imbiancarsi.

Per voi Nick Cave and the Bad Seeds,Tupelo.

sabato 30 maggio 2009

Nebbia e neve

Tramezzini confezionati che sanno di plastica più bevanda al pompelmo rosa:questo è il mio pranzo e mi fa abbastanza schifo nonostante il non trascurabile dettaglio di essermelo scelto,il pranzo.
Energie al lumicino tendenti al ribasso perchè non ho la capacità e l'umore adatto nè adattabile per riposare.
Tutto ciò che richiede attività e attenzione personale passa da qualche parte che dev'essere più o meno,sicuramente abbastanza,distante da me.
Ho la casa che è un casino e appare lugubre come un ripostiglio poco accogliente o almeno è quello che mi pare.Ho il letto disfatto,calze sparse,una pesca nello stesso scaffale da tre giorni e non faccio la spesa da dieci.
Non capisco cosa passa intorno e da qualche giorno l'umore di una persona che confrontato col mio da lo stesso effetto della nebbia sulla neve.Quando è bianco su bianco si perde l'orientamento,gira la testa e vien da vomitare.Non è per lo schifo ma perchè non sai dove sei e vorresti solo trovare il modo di stare meglio e mettere tutto a posto.
Oggi è una giornata amara e non ne rifiuto il gusto perchè in fondo all'amarezza c'è una nota triste che arriva profonda ed è una nota per me.Un modo per avere attenzione propria.

giovedì 9 aprile 2009

Professare

Che differenza c'è tra chi cerca un gesto perfetto e chi cerca di perdersi senza condizione?!

giovedì 2 aprile 2009

2 Aprile,anzi 3

Eccomi,eccomi,eccomi.
Notte e brutto tempo con temperatura elevata che garantisce pioggia,acqua senza dubbio,finchè dura.
Ho trovato quache dialogo e alcune istantanee della mia latitanza,alcune "d'ironica" provenienza altre di piacevole dicorso. E' molto che non leggo un libro intero,cazzo,è tantissimo. Non ci sono mica tente idee se resuscitano anche i locali sepolti in prossimità della Pasqua:o è un altro miracolo o l'alternativa è morta,apprezzando comunque lo sforzo a disprezzo di chi si possa offendere.Critico la pubblicità perchè da certi mi aspetto di più,sapete certamente farla meglio,non siate facili...forse manco e certamente sono un ignorante indegno di criticare ma neanche voglio cimentarmi e se scrivo è solo perchè ne ho voglia.Non esibisco,non sulla fatica d'altri.I nomi,in grammatica,da scuola elementare,talvolta sono propri.Qualificano un soggetto.Chiamatemi pure merda.

mercoledì 10 dicembre 2008

Sonni pomeridiani

Mi stavo chiedendo perchè delle canzoni quasi sempre preferisco le versioni acustiche,per lo meno quando sono a casa e il pomeriggio è già allungato nella sera,quando sono appena sveglio,che siano mattina o lo sei del vespro,quando torno in macchina guidando la mia notte a casa.
Ci sono giornate che non esistono perchè non hanno le ore giuste;quest'oggi aveva la luce bianca di questa mattina e la sua agitazione di sogni notturni che non sono altro che pensieri che si evitano.Ora c'è la luce morbida della sera e la separazione sta nel sonno che le divide e in quei pensieri un poco più addomesticati,anche se so che stanno sempre là.


Neil Young-Hey Hey My My


sabato 6 dicembre 2008

Freeride

Non scherziamo,parliamo di sesso.
Ognuno che legga,specialmente donna,lo faccia con attenzione,per favore.
La prima neve dell'anno è sempre un evento da queste parti e per alcuni di noi è un imbuto cerebrale che convoglia istinti tra loro distanti nella sostanza ma simili nella natura.
Inizia quasi sempre da neve battuta quando si sta fermi e ci si prepara.Chiudere gli scarponi vuol dire essere più sensibili,più precisi,più recettivi e poi si abbassa la maschera,volgendo lo sguardo al pendio sotto chè è vergine,intatto,brillante e liscio.Sembra tutto uguale ai profani,ma non lo è.C'è sempre una linea che dal niente emerge venendo agli occhi,volendo attenzione per estetica.Si parla di bellezza ed eleganza,signore.
Prima sensazione di movimento,primo contatto.
E' la consistenza la prima cosa.La neve è morbida come labbra,per divertirsi davvero,per entrare senza ansia nella situazione, è necessario che sia così.

Aumenta la pendenza e con essa la velocità.Un tunnel sulla tua linea che anche ad occhi chiusi è chiara.

Lo sci è uno sport fatto con il peso e l'equilibrio.Uno spostamento del peso e del baricentro ti fa cambiare la traiettoria,ti fa curvare,banalmente.
Banalmente,sottolineo.

Non è un mero esercizio ritmico,non lo è quasi mai.Lo è quando non c'è entusiasmo,quando si fa tanto per fare.
Il fattore è la simbiosi e la simbiosi non richiede ringraziamenti e dichiarata,evidente soddisfazione.Anzi.

Dopo alcuni metri di conoscenza ci si alleggerisce e poi bum,ci si inclina da una parte caricando il corpo e sentendo sotto i piedi la neve cedere sbuffandoti addosso se stessa;senti che le scivoli sopra,naturale,veloce e indolore mentre le lasci una traccia perfetta.Poi dolce l'accarezzi di nuovo prima che cambi umore in bizze di carattere,femmina com'è ed è allora che in questa corsa ininterrotta la tocchi con i piedi,per capirla, e, quand'avviene, affondi deciso con forza in una nuvola maggiore che ti copre il viso e da cui esci più veloce,più impetuoso,fino in fondo,per sempre,scivolando.

In fondo al pendio ci si volta quasi sempre a guardarsi.

C'è la propria linea.

La cosa più bella è quando non c'è quella gioia incondizionata e adrenalinica ma quel sorriso fermo,diretto.

E il sudore sulla fronte a ricordare che è corpo.

Consapevolezza.

65 days of static-install a beak in the...

domenica 9 novembre 2008

Sere rare

Una sera come questa con questo suo carattere un po' triste arriva senza avvisare,prendendoti alle spalle nel suo abbraccio ampio e affettuoso.
Ho consumato presto una cena calda che mi ha lasciato un buon sapore in bocca e una gradevole temperatura sulla fronte e sul viso ed ora me ne sto rasoterra sul mio puf asiatico,con le calze ai piedi e le luci medie,con un bicchiere di vino di cartone,qualche immagine di mia proprietà dietro gli occhi e un nuovo,simpatico Don Chisciotte che mi guarda da sopra il pc(la mia lotta con la tecnologia...).
Ogni tanto ho voglia di questo stato d'animo perchè è una coccola mentre non tengo guardia ad alcuna posizione,per questo solo momento quando sto dietro,dentro,gli altri.Immagini.
Non è male questa sera.

The National - Lucky You

lunedì 27 ottobre 2008

De week end (il lunedì sera)

E' stato un ottobre drammaticamente bello,caldo e assolato ma alla fine la pioggia è arrivata e s'è portata la nebbia come mantello facendo le strade lucide
in questi primi giorni brevi.Sera immediata.
Mi accompagna scivolando,gocciolando note, un pianoforte solitario assolutamente non rock.Mi sanguinano le gengive e il gusto non è cattivo.
Immagino gocce ematiche precipitare in un lavandino d'acqua fredda scomporsi in filamenti e riccioli e diventare verdi.Verdi sono certe sere di pioggia,verdi sono le gocce che sembrano linee veloci che non si possono evitare,senza temperatura e impatto hanno solo il colore.E' un sadismo cattivo.

(il pianoforte sta in "Dell'universo assente-Luciano Cilio)