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sabato 5 maggio 2012
Simple Past
Sono profondamente legato alla pioggia dove per profondamente intendo un rapporto che affonda le proprie radici nel passato e che si protrae ininterrotto negli anni.La pioggia è quell'elemento che mi da tranquillità e stabilità in qualunque contesto vissuto lo metta ed in particolare è connesso a due immagini molto equilibrate nella loro emotività,della mia emotività:le mie due case.
La prima è la Siberia in un giorno di pioggia intensa quando la casa di fianco non era ancora ristrutturata e ci si poteva mettere sotto il lungo balcone di lastre di sasso di quelli vecchio stile,ruvide e sconnesse,non modernamente levigate, e stare all'asciutto.Il terreno sotto i piedi era di quella consistenza che ha la sabbia marrone quando s'impregna di umidità senza essere bagnata direttamente mentre pochi metri più avanti,dove pioveva a cielo aperto,le pozzanghere si riempivano di acqua torbida e sapevi che se avesse continuato tutto il giorno ci sarebbe stato una specie di lago al posto della strada.Il grandissimo prato davanti alla casa era verde e alto quanto lo è in primavera,osservando però il particolare dei fili di erba leggermente ripiegati dal peso dell'acqua che mi davano l'impressione di un prato in qualche modo più soffice.
In quella solitudine magica di me bambino ricordo come il suono della pioggia intensa diventasse più nitido e chiaro e di come nell'armonia di tutto quell'insieme,potessi isolare a piacimento il suono dell'acqua delle grondaie cariche,della rongia che continuava a scorrere,di una piccolissima cascata che precipitando da una tettoia colpisse una lamiera metallica e arrugginita,o il meraviglioso contatto della pioggia sulle fronde degli alberi e sul prato immenso.
La seconda è Via Briona nelle serate in cui la pioggia seppur discretamente forte,mi permetteva di credermi immune alla malattia mentre ci camminavo attraverso.Il pavè lastricato diventava lucido e rifletteva, diffondendole più ampiamente, le luci gialle dei lampioni sospesi del centro storico,quelli fatti come vecchie lampade a olio.Ci camminavo solitario da piazza mercato a casa spegnendo la sigaretta poco prima che si svolgesse quella piccola curva che è percebile solo dopo anni di passeggio,sigaretta che vedeva il suo braciere impregnarsi d'acqua velocemente e la cartina inesorabilmente colpita in successione da alcune gocce,dopo che per alcuni brevissimi attimi sembrava che le fosse risparmiato questo supplizio.Ma la natura è natura e dopo pochi minuti di pioggia anche la miglior carta si disfa.In questa immagine ci sono pochi suoni,forse i passi,forse la sigaretta che si spegne,forse un gatto.C'è un certo silenzio,quello di una città che già dormiva mentre ancora camminavo verso casa.
Questa sera piove e penso a quel passato.
mercoledì 4 aprile 2012
Tempo
E' tutto il giorno che giro intorno all'idea di scrivere qualcosa stasera e mi sembra strano ma lo sto proprio facendo.Così come altre volte in passato,è stata la pioggia a iniziare questo scritto e lo ha fatto molto prima che le prime balbettate parole apparissero sullo schermo.La pioggia ha su di me un effetto innescante e mi diverte il contrasto che c'è tra il suono bagnato che sento sul tetto e l'immagine di una miccia accesa da cui parte il mio discorso.
A dirla tutta non so neanche che discorso ho intenzione di fare,posso solo iniziare da qualche parte e proseguire fino a che mi andrà:il mio stupido inizio riguarda la poltrona sulla quale sono seduto a scrivere e il fatto che l'ho spostata apposta davanti alla finestra perchè,dovete sapere,in origine doveva star lì con tanto di poltrona gemella e tavolino adiacente,doveva essere il punto principale della vita domestica che mi sarebbe piaciuta esser fatta di libri e conversazioni sorseggiando una tisana in inverno,un bicchiere di vino rosso la sera, o un cocktail fruttato d'estate,là proprio su quelle poltrone.
Una sera mi è stata data l'idea di fare tutto come è adesso ed è evidente che la suddetta idea mi è piaciuta tanto da realizzarla ma oggi che guardo questo salotto mi sembra come se fosse pietrificato e altrui,senza nascondere il fatto che il centro della mia vita casalinga è svogliatamente diventato quel corto divano nero su cui collasso miseramente ogni sera.
Mi chiedo quindi che dimensione ci sia tra una visione personale e una realizzazione per così dire aliena;sono così tanto disposto a cedere inconsapevolmente una parte di me perchè non credo nella mia logica o nella mia estetica?perchè il progetto di un altro è semplicemente più bello?
Forse così mi sono perso la gioia di sperimentare me stesso e attraverso ciò di scegliermi il sentiero, cosa per la quale, oggi,in mancanza di un progetto suggerito,mi dimeno alla ricerca di qualcosa su cui scaraventarmi per placare il tempo che sfugge e le sensazioni sgradevoli che vi si accompagnano.
Eppure stasera,qui da solo, sto bene. Sto scrivendo sulla poltrona e mi sono ripromesso di non passare dal divano ma di andare a letto per riscoprire il piacere di addormentarmi per tempo,possibilmente sfogliando un libro visto che ho il tempo per scoprire il calmo silenzio che mi circonda.
A dirla tutta non so neanche che discorso ho intenzione di fare,posso solo iniziare da qualche parte e proseguire fino a che mi andrà:il mio stupido inizio riguarda la poltrona sulla quale sono seduto a scrivere e il fatto che l'ho spostata apposta davanti alla finestra perchè,dovete sapere,in origine doveva star lì con tanto di poltrona gemella e tavolino adiacente,doveva essere il punto principale della vita domestica che mi sarebbe piaciuta esser fatta di libri e conversazioni sorseggiando una tisana in inverno,un bicchiere di vino rosso la sera, o un cocktail fruttato d'estate,là proprio su quelle poltrone.
Una sera mi è stata data l'idea di fare tutto come è adesso ed è evidente che la suddetta idea mi è piaciuta tanto da realizzarla ma oggi che guardo questo salotto mi sembra come se fosse pietrificato e altrui,senza nascondere il fatto che il centro della mia vita casalinga è svogliatamente diventato quel corto divano nero su cui collasso miseramente ogni sera.
Mi chiedo quindi che dimensione ci sia tra una visione personale e una realizzazione per così dire aliena;sono così tanto disposto a cedere inconsapevolmente una parte di me perchè non credo nella mia logica o nella mia estetica?perchè il progetto di un altro è semplicemente più bello?
Forse così mi sono perso la gioia di sperimentare me stesso e attraverso ciò di scegliermi il sentiero, cosa per la quale, oggi,in mancanza di un progetto suggerito,mi dimeno alla ricerca di qualcosa su cui scaraventarmi per placare il tempo che sfugge e le sensazioni sgradevoli che vi si accompagnano.
Eppure stasera,qui da solo, sto bene. Sto scrivendo sulla poltrona e mi sono ripromesso di non passare dal divano ma di andare a letto per riscoprire il piacere di addormentarmi per tempo,possibilmente sfogliando un libro visto che ho il tempo per scoprire il calmo silenzio che mi circonda.
mercoledì 28 settembre 2011
Stanchezza
E' che quasi non te l'aspetti che quando intorno a un corso ci metti mille aspettative e che poi,tornando a casa dopo aver mangiato al volo,presto e fuori ti prende il freddo che vien da dentro e che di fa auto abbracciare in un auto coccola quasi tenera la quale ti porta inevitabilmente verso il letto.
La cosa che più ti sorprende è forse la stanchezza,che è anche la sorpresa più bella ed è un barlume di salute vera.
Sorridendo a voi tutti,miei molti lettori,buonanotte.
La cosa che più ti sorprende è forse la stanchezza,che è anche la sorpresa più bella ed è un barlume di salute vera.
Sorridendo a voi tutti,miei molti lettori,buonanotte.
Ubicazione:
35036 Montegrotto Terme PD, Italia
venerdì 25 settembre 2009
Nel caldo della tuta

Questa serata mi aspettava al varco da un po' di tempo,come un appuntamento rimandato finchè inevitabile.
Non sarebbe stato possibile una volta di più il consueto passaggio crollo di energie-perdita di sensi-svenimento-morte sul divano- che di solito avviene con il rientro a casa dopo il lavoro.
La casa un casino e anche in tv niente di abbastanza alienante.Di solito il primo è un pensiero o meglio,una visione concreta, della quale mi è facile far finta di niente e il secondo un torpore comodo nel quale,spesso,affondo senza neanche far la doccia,consumando un pasto rapido senza gran preparazione nè alcuna ritualità.
Stasera mi sono alzato dal divano spegnendo la tele e mi sono fatto una doccia con della buona musica e la luce bassa,ho acceso un incenso,messo una tuta e ho tirato insieme i vestiti sporchi sparsi un po' dappertutto.Ho messo sui fornelli una padella e una bistecchiera e mi sono cucinato dei semplici spinaci,due bistecche e una pera della coop ma di nuovo c'è che li ho mangiati apparecchiando finalmente il mio mitico tavolo alto trenta centimetri e ho aperto una bottiglia di rosso che è un regalo che non mi facevo da tempo immemore.
La musica non ha smesso un secondo di suonare e finito di mangiare ho anche lavato i piatti.
Vi sembra così tanto normale?
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