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sabato 28 luglio 2012
Viabilità
I don't care much about traffic and its rules. It's more about meeting people that remind you the way you come from amd the taste you get from them. You can touch it in the air with your fingers and you can also figure it out in your mind,painting it with the matt colors of memories.
portishead,roads.
sabato 5 maggio 2012
Simple Past
Sono profondamente legato alla pioggia dove per profondamente intendo un rapporto che affonda le proprie radici nel passato e che si protrae ininterrotto negli anni.La pioggia è quell'elemento che mi da tranquillità e stabilità in qualunque contesto vissuto lo metta ed in particolare è connesso a due immagini molto equilibrate nella loro emotività,della mia emotività:le mie due case.
La prima è la Siberia in un giorno di pioggia intensa quando la casa di fianco non era ancora ristrutturata e ci si poteva mettere sotto il lungo balcone di lastre di sasso di quelli vecchio stile,ruvide e sconnesse,non modernamente levigate, e stare all'asciutto.Il terreno sotto i piedi era di quella consistenza che ha la sabbia marrone quando s'impregna di umidità senza essere bagnata direttamente mentre pochi metri più avanti,dove pioveva a cielo aperto,le pozzanghere si riempivano di acqua torbida e sapevi che se avesse continuato tutto il giorno ci sarebbe stato una specie di lago al posto della strada.Il grandissimo prato davanti alla casa era verde e alto quanto lo è in primavera,osservando però il particolare dei fili di erba leggermente ripiegati dal peso dell'acqua che mi davano l'impressione di un prato in qualche modo più soffice.
In quella solitudine magica di me bambino ricordo come il suono della pioggia intensa diventasse più nitido e chiaro e di come nell'armonia di tutto quell'insieme,potessi isolare a piacimento il suono dell'acqua delle grondaie cariche,della rongia che continuava a scorrere,di una piccolissima cascata che precipitando da una tettoia colpisse una lamiera metallica e arrugginita,o il meraviglioso contatto della pioggia sulle fronde degli alberi e sul prato immenso.
La seconda è Via Briona nelle serate in cui la pioggia seppur discretamente forte,mi permetteva di credermi immune alla malattia mentre ci camminavo attraverso.Il pavè lastricato diventava lucido e rifletteva, diffondendole più ampiamente, le luci gialle dei lampioni sospesi del centro storico,quelli fatti come vecchie lampade a olio.Ci camminavo solitario da piazza mercato a casa spegnendo la sigaretta poco prima che si svolgesse quella piccola curva che è percebile solo dopo anni di passeggio,sigaretta che vedeva il suo braciere impregnarsi d'acqua velocemente e la cartina inesorabilmente colpita in successione da alcune gocce,dopo che per alcuni brevissimi attimi sembrava che le fosse risparmiato questo supplizio.Ma la natura è natura e dopo pochi minuti di pioggia anche la miglior carta si disfa.In questa immagine ci sono pochi suoni,forse i passi,forse la sigaretta che si spegne,forse un gatto.C'è un certo silenzio,quello di una città che già dormiva mentre ancora camminavo verso casa.
Questa sera piove e penso a quel passato.
giovedì 19 aprile 2012
mercoledì 4 aprile 2012
Tempo
E' tutto il giorno che giro intorno all'idea di scrivere qualcosa stasera e mi sembra strano ma lo sto proprio facendo.Così come altre volte in passato,è stata la pioggia a iniziare questo scritto e lo ha fatto molto prima che le prime balbettate parole apparissero sullo schermo.La pioggia ha su di me un effetto innescante e mi diverte il contrasto che c'è tra il suono bagnato che sento sul tetto e l'immagine di una miccia accesa da cui parte il mio discorso.
A dirla tutta non so neanche che discorso ho intenzione di fare,posso solo iniziare da qualche parte e proseguire fino a che mi andrà:il mio stupido inizio riguarda la poltrona sulla quale sono seduto a scrivere e il fatto che l'ho spostata apposta davanti alla finestra perchè,dovete sapere,in origine doveva star lì con tanto di poltrona gemella e tavolino adiacente,doveva essere il punto principale della vita domestica che mi sarebbe piaciuta esser fatta di libri e conversazioni sorseggiando una tisana in inverno,un bicchiere di vino rosso la sera, o un cocktail fruttato d'estate,là proprio su quelle poltrone.
Una sera mi è stata data l'idea di fare tutto come è adesso ed è evidente che la suddetta idea mi è piaciuta tanto da realizzarla ma oggi che guardo questo salotto mi sembra come se fosse pietrificato e altrui,senza nascondere il fatto che il centro della mia vita casalinga è svogliatamente diventato quel corto divano nero su cui collasso miseramente ogni sera.
Mi chiedo quindi che dimensione ci sia tra una visione personale e una realizzazione per così dire aliena;sono così tanto disposto a cedere inconsapevolmente una parte di me perchè non credo nella mia logica o nella mia estetica?perchè il progetto di un altro è semplicemente più bello?
Forse così mi sono perso la gioia di sperimentare me stesso e attraverso ciò di scegliermi il sentiero, cosa per la quale, oggi,in mancanza di un progetto suggerito,mi dimeno alla ricerca di qualcosa su cui scaraventarmi per placare il tempo che sfugge e le sensazioni sgradevoli che vi si accompagnano.
Eppure stasera,qui da solo, sto bene. Sto scrivendo sulla poltrona e mi sono ripromesso di non passare dal divano ma di andare a letto per riscoprire il piacere di addormentarmi per tempo,possibilmente sfogliando un libro visto che ho il tempo per scoprire il calmo silenzio che mi circonda.
A dirla tutta non so neanche che discorso ho intenzione di fare,posso solo iniziare da qualche parte e proseguire fino a che mi andrà:il mio stupido inizio riguarda la poltrona sulla quale sono seduto a scrivere e il fatto che l'ho spostata apposta davanti alla finestra perchè,dovete sapere,in origine doveva star lì con tanto di poltrona gemella e tavolino adiacente,doveva essere il punto principale della vita domestica che mi sarebbe piaciuta esser fatta di libri e conversazioni sorseggiando una tisana in inverno,un bicchiere di vino rosso la sera, o un cocktail fruttato d'estate,là proprio su quelle poltrone.
Una sera mi è stata data l'idea di fare tutto come è adesso ed è evidente che la suddetta idea mi è piaciuta tanto da realizzarla ma oggi che guardo questo salotto mi sembra come se fosse pietrificato e altrui,senza nascondere il fatto che il centro della mia vita casalinga è svogliatamente diventato quel corto divano nero su cui collasso miseramente ogni sera.
Mi chiedo quindi che dimensione ci sia tra una visione personale e una realizzazione per così dire aliena;sono così tanto disposto a cedere inconsapevolmente una parte di me perchè non credo nella mia logica o nella mia estetica?perchè il progetto di un altro è semplicemente più bello?
Forse così mi sono perso la gioia di sperimentare me stesso e attraverso ciò di scegliermi il sentiero, cosa per la quale, oggi,in mancanza di un progetto suggerito,mi dimeno alla ricerca di qualcosa su cui scaraventarmi per placare il tempo che sfugge e le sensazioni sgradevoli che vi si accompagnano.
Eppure stasera,qui da solo, sto bene. Sto scrivendo sulla poltrona e mi sono ripromesso di non passare dal divano ma di andare a letto per riscoprire il piacere di addormentarmi per tempo,possibilmente sfogliando un libro visto che ho il tempo per scoprire il calmo silenzio che mi circonda.
venerdì 7 ottobre 2011
Tarassaco
E' molto bella questa notte perchè la scala dei colori è indecisa tra quella dei blu e quella dei neri e le luci dei lampioni sono definite sia che siano a bordo strada o a metà della montagna.Ci sono vento e luna,crescente.La temperatura è finalmente quella di ottobre e l'aria,complice il vento,è di quella che secca la gola e che lascia capelli e pelle in confusione mentre,di contro parte,i pensieri si sfilacciano perdendo complessità diventando più vicini ad essere veramente raccolti per poi sfuggire all'ultimo momento come succederebbe a un fiore di tarassaco colto da una folata.
Mi addentro in questa notte con una preghiera nel cuore.
Mi addentro in questa notte con una preghiera nel cuore.
domenica 13 settembre 2009
Lavoro e futuro,di notte
Ci sono notti d'agitazione interiore e ansia e questa è una di quelle.
Non c'è musica nè altro che contorni in qualche modo questo scrivere che primariamente è un furto di ore a quelle che mi separano dal risveglio,cioè tra abbastanza poco,non più di cinque. E' il modo più semplice per passare attraverso il sonno che non arriva e alla stanchezza che,benchè ci sia, è spazzata via dall'oppressione che mi sembra di avere al petto ogni volta che mi sdraio,solo,rigirandomi e senza una compagnia così come mi ero invece ben abituato ad avere in quest'ultima settimana di vacanze al mare,dopo anni d'assenza.
E' incredibile a dirsi ma è ineffabile la solidità morbida che senti con un corpo vicino.La tranquillità.
Donde venga questa agitazione è facile e sbrigativo a dirsi quanto sia difficile,con l'imminenza del risveglio,sconfiggerla e riposare.Ebbene:
Già è traumatico tornare dalle vacanze normalmente figurarsi poi se il proprio contratto è scaduto e,sebbene ci fosse la più che affermata ipotesi di rinnovo,nonostante sia probabile che verrà formulata nei prossimi giorni se non domani stesso,durante il contatto telefonico di questa sera con il direttore operativo,mi sono permesso di ricordare che io non ho ancora ricevuto nè firmato alcunchè per cui preferirei evitare i cantieri fintanto che non si sia stabilita a legge tutela reciproca ottenendo un duro cambio di tono oltre che di non destinazione lavorativa,come a rimandare tutto a un tempo successivo al passaggio delle mie "bizze".
In vacanza ho preso a leggere "il Giuoco delle perle di vetro" ed essendo già a buon punto,stimolato dalla quiete menorchina e da quella lettura ho cominciato a pesare l'oppressione di un lavoro poco stimolante e a soppesare ciò che è passato e ciò come si figura,contornandosi a me.
Fa un po' paura mentre questa notte continua.
Non c'è musica nè altro che contorni in qualche modo questo scrivere che primariamente è un furto di ore a quelle che mi separano dal risveglio,cioè tra abbastanza poco,non più di cinque. E' il modo più semplice per passare attraverso il sonno che non arriva e alla stanchezza che,benchè ci sia, è spazzata via dall'oppressione che mi sembra di avere al petto ogni volta che mi sdraio,solo,rigirandomi e senza una compagnia così come mi ero invece ben abituato ad avere in quest'ultima settimana di vacanze al mare,dopo anni d'assenza.
E' incredibile a dirsi ma è ineffabile la solidità morbida che senti con un corpo vicino.La tranquillità.
Donde venga questa agitazione è facile e sbrigativo a dirsi quanto sia difficile,con l'imminenza del risveglio,sconfiggerla e riposare.Ebbene:
Già è traumatico tornare dalle vacanze normalmente figurarsi poi se il proprio contratto è scaduto e,sebbene ci fosse la più che affermata ipotesi di rinnovo,nonostante sia probabile che verrà formulata nei prossimi giorni se non domani stesso,durante il contatto telefonico di questa sera con il direttore operativo,mi sono permesso di ricordare che io non ho ancora ricevuto nè firmato alcunchè per cui preferirei evitare i cantieri fintanto che non si sia stabilita a legge tutela reciproca ottenendo un duro cambio di tono oltre che di non destinazione lavorativa,come a rimandare tutto a un tempo successivo al passaggio delle mie "bizze".
In vacanza ho preso a leggere "il Giuoco delle perle di vetro" ed essendo già a buon punto,stimolato dalla quiete menorchina e da quella lettura ho cominciato a pesare l'oppressione di un lavoro poco stimolante e a soppesare ciò che è passato e ciò come si figura,contornandosi a me.
Fa un po' paura mentre questa notte continua.
sabato 11 ottobre 2008
sabato 20 settembre 2008
Quasi mattina
...quando non sai se sei stato uno dei denti dell'ingranaggio che ha mosso certe persone in avanti o se sono loro ad esserlo ed è per questo se non sai se sia nostalgia o tristezza.
...so che non funziona così e continuo a non capire senza rassegnarmi.
...so che non funziona così e continuo a non capire senza rassegnarmi.
giovedì 28 agosto 2008
Ricordo una notte in cui mi era difficile addormentarmi.
Mi alzai e a piedi nudi percorsi il primo tratto del corridoio sentendo la moquette sotto le dita ma quando poi feci un gradino dopo il quale c'era parquet, mi resi conto,al buio, di essere nella stanza fulcro della casa,interamente lignea.Legno marrone scuro.
-Alzavo lo sguardo e oltre la grande vetrata c'erano le luci di Los Angeles che, distanti, brillavano come accesa brace brilla quand'è esposta a una corrente leggerissima.-
Avevo 16 anni,dieci anni fa.
Mi alzai e a piedi nudi percorsi il primo tratto del corridoio sentendo la moquette sotto le dita ma quando poi feci un gradino dopo il quale c'era parquet, mi resi conto,al buio, di essere nella stanza fulcro della casa,interamente lignea.Legno marrone scuro.
-Alzavo lo sguardo e oltre la grande vetrata c'erano le luci di Los Angeles che, distanti, brillavano come accesa brace brilla quand'è esposta a una corrente leggerissima.-
Avevo 16 anni,dieci anni fa.
lunedì 4 agosto 2008
Interruzioni,interruttori.
Domenica semi attiva con sveglia molto presto e intensità degli sforzi in evidente diminuzione nel corso delle ore.
Arrivo a casa nel tardo pomeriggio salendo le scale con un certo ritmo con il pensiero rivolto al pc che fortunatamente,appena lo raggiungo, mi da notizie confortanti sullo stato d'essere di Marco,in discesa dal K2 dopo le terribili vicende di questi giorni.Mi sciolgo un po' ,con le mani, i muscoli del collo;meno male,penso.
Mi arriva un sms con cui mi si chiede se vado a cena e al quale rispondo con un lapidario "dove?", deviando al contempo dalla mia intenzione di fare una doccia in favore di una tappa divano dal quale,nudo,accendo automaticamente il televisore.
Mi sveglio che la luce è cambiata ed è tutto molto più scuro,il televisore è sempre acceso e silenzioso,il programma diverso.Sono le nove e qualcosa e avevo una cena.Comunico che mi sono addormentato,mi dicono che non avevano dubbi,penso "meglio così".
Mi guardo intorno notando che c'è un gran casino:ho roba ovunque,vestiti e zaini,scarpe spaiate.Devo lavare i piatti di ieri e adesso che ho declinato a modo mio l'invito, ho una cena da cucinare.
Inverto la testa con i piedi.
Mi sveglio ed è buio.Ho mal di schiena e vado a pisciare,poi nel letto.
Suona il telefono che trovo a tastoni e mi sveglia.E' T. che mi dice qualcosa su cosa ha fatto e che sta tornando e che... cade la comunicazione e non ne ho la colpa.
Suona qualcosa e ora che capisco che è il telefono non sono completamente sveglio,comincio a perdere colpi.Penso facendo una smorfia simile a uno sbadiglio che non so che cazzo di numero sia.Per forza.E' F. che mi chiama dagli Stati uniti e che sta lavorando come un pazzo ma che avrà una settimana di ferie quando torna.Faremo u po' di montagna seria,bene.Mi ha fatto piacere sentirlo.
Ho una terribile sensazione sulle mucose della bocca,un misto tra paralisi e un ambiente per culture batteriologiche in vitro.Afferro la bottiglia di acqua S.Gemini che mi toglie il respiro al primo sorso,peggiorando la situazione con l'effetto inondazione.Mi sveglio del tutto,incazzato.
Accendo una lampada costruita da mio padre che sta a bordo letto e il mondo che scopro non ci appartiene veramente.
La luce è rossa e si posa sul legno.Un po' sembra di essere in un night ma mi sembra di più una favola o un parallelo.Forse spunterà un antico fantasma o il fantasma di mia nonna o quello di nessuno,forse la notte mi parlerà.Non so bene quanto sia sveglio e quanto stia sognando.Penso i veli di seta siano belli,sul corpo di una donna,con questa luce.Non ci sono nè veli nè donne.Sono suggestionato da quelle viste oggi in costume.
Vado al cesso alienato come uno zombie verde nella luce rossa.Sento di aver fame tornando verso il giaciglio.Fa niente.
Spengo la luce rossa malvolentieri e riscopro quel buio normale.Era più bello quel mondo là.
Sogno un appartamento in cui faccio lo studente universitario con gente improbabile.Non c'è niente del passato.Malessere.
Mi sveglio ed è presto.Questa notte ha già i suoi strascichi.
Mi sveglio ed è chiaro.Mi alzo rigido,faccio due passi di numero e vedo roba ovunque;la scavalco e metto su il caffè mangiando due brioches,che fame cazzo.
In tutta la stanza esiste una sensazione,quella di certe mattine.
Cesso.Preparazione rapida.
Varco la porta e mi volto perchè sembra che ci sia qualcosa.Ancora,un altro alone notturno.
Clic.
Presento un cortocircuito ancora distante.
a silver mt. zion: Stumble then rise on some awkward morning
Arrivo a casa nel tardo pomeriggio salendo le scale con un certo ritmo con il pensiero rivolto al pc che fortunatamente,appena lo raggiungo, mi da notizie confortanti sullo stato d'essere di Marco,in discesa dal K2 dopo le terribili vicende di questi giorni.Mi sciolgo un po' ,con le mani, i muscoli del collo;meno male,penso.
Mi arriva un sms con cui mi si chiede se vado a cena e al quale rispondo con un lapidario "dove?", deviando al contempo dalla mia intenzione di fare una doccia in favore di una tappa divano dal quale,nudo,accendo automaticamente il televisore.
Mi sveglio che la luce è cambiata ed è tutto molto più scuro,il televisore è sempre acceso e silenzioso,il programma diverso.Sono le nove e qualcosa e avevo una cena.Comunico che mi sono addormentato,mi dicono che non avevano dubbi,penso "meglio così".
Mi guardo intorno notando che c'è un gran casino:ho roba ovunque,vestiti e zaini,scarpe spaiate.Devo lavare i piatti di ieri e adesso che ho declinato a modo mio l'invito, ho una cena da cucinare.
Inverto la testa con i piedi.
Mi sveglio ed è buio.Ho mal di schiena e vado a pisciare,poi nel letto.
Suona il telefono che trovo a tastoni e mi sveglia.E' T. che mi dice qualcosa su cosa ha fatto e che sta tornando e che... cade la comunicazione e non ne ho la colpa.
Suona qualcosa e ora che capisco che è il telefono non sono completamente sveglio,comincio a perdere colpi.Penso facendo una smorfia simile a uno sbadiglio che non so che cazzo di numero sia.Per forza.E' F. che mi chiama dagli Stati uniti e che sta lavorando come un pazzo ma che avrà una settimana di ferie quando torna.Faremo u po' di montagna seria,bene.Mi ha fatto piacere sentirlo.
Ho una terribile sensazione sulle mucose della bocca,un misto tra paralisi e un ambiente per culture batteriologiche in vitro.Afferro la bottiglia di acqua S.Gemini che mi toglie il respiro al primo sorso,peggiorando la situazione con l'effetto inondazione.Mi sveglio del tutto,incazzato.
Accendo una lampada costruita da mio padre che sta a bordo letto e il mondo che scopro non ci appartiene veramente.
La luce è rossa e si posa sul legno.Un po' sembra di essere in un night ma mi sembra di più una favola o un parallelo.Forse spunterà un antico fantasma o il fantasma di mia nonna o quello di nessuno,forse la notte mi parlerà.Non so bene quanto sia sveglio e quanto stia sognando.Penso i veli di seta siano belli,sul corpo di una donna,con questa luce.Non ci sono nè veli nè donne.Sono suggestionato da quelle viste oggi in costume.
Vado al cesso alienato come uno zombie verde nella luce rossa.Sento di aver fame tornando verso il giaciglio.Fa niente.
Spengo la luce rossa malvolentieri e riscopro quel buio normale.Era più bello quel mondo là.
Sogno un appartamento in cui faccio lo studente universitario con gente improbabile.Non c'è niente del passato.Malessere.
Mi sveglio ed è presto.Questa notte ha già i suoi strascichi.
Mi sveglio ed è chiaro.Mi alzo rigido,faccio due passi di numero e vedo roba ovunque;la scavalco e metto su il caffè mangiando due brioches,che fame cazzo.
In tutta la stanza esiste una sensazione,quella di certe mattine.
Cesso.Preparazione rapida.
Varco la porta e mi volto perchè sembra che ci sia qualcosa.Ancora,un altro alone notturno.
Clic.
Presento un cortocircuito ancora distante.
a silver mt. zion: Stumble then rise on some awkward morning
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