Voglio che immaginiate dei piedi nudi sulla terra,nuda terra,cruda terra.Malleoli interni e contrazioni muscolari sulla punta delle dita,talloni sollevati nella danza.Eviscerate visivamente la lingua che lecca l'alluce,le labbra che baciano le ossa e salgono adese alla pelle fin dietro al ginocchio.Poi un fulmine e quelle labbra sono socchiuse in un gemito basso,lucide e brillanti mentre il dominio è invertito.Non cercate scusa alcuna.
giovedì 29 aprile 2010
giovedì 4 febbraio 2010
Lost in the supermarket
Tornavo dalla mia occupazione dai campi e la stavo ascoltando e m'è venuto quando alcuni anni fa quando ancora fumavo,sono entrato al Mercatone Uno:cazzo che ridere,mai visto quel posto così.
venerdì 29 gennaio 2010
venerdì 22 gennaio 2010
Ieri e oggi,andando verso domani.
Due heineken di passaggio al bar come due schiaffi,ormai bastano per stordirmi.
Prima moretti con pizza dell'"apple" tiepida:certosino,pancetta e rucola;squisita anche se fredda perde un tantino.
La cronaca alpinistica registra molti incidenti e una scomparsa dolorosa,oggi.
Ieri sono passato alla cgil per la disoccupazione,dovevo aprire la pratica e dopo che mi sono iscritto alle liste di collocamento mi hanno spedito al sindacato,il quale,dopo un'oretta di attesa e qualche carta compilata con rapidità e competenza,mi ha rispedito al suddeto collocamento per un fottuto singolo timbro.Lunedì,ottenuta l'inchiostrata torno al sindacato,poi boh.
Oggi sono passato al mio vecchio liceo per chiedere delle informazioni per la mia ragazza che vorrebbe prendere il diploma.
Ho incrociato nel corridoio due prof non miei e mi sono diretto in segreteria della quale le occupanti,sorprese,mi hanno salutato sorridendo.
Sono stato rappresentante d'istituto per tre anni e mezzo,dimettendomi a metà dell'ultimo anno per evidenti divergenze con quel minchione di uno dei miei colleghi,quello di influenze leghiste.Eravamo tre "comunisti" e lui un coglione.
Ero uno "personaggio pubblico" al liceo e la segreteria casa mia,praticamente.
Non ero mai stato in un sindacato prima di ieri.Era pieno di vecchiaia e ne aveva l'odore.
Era tutto vecchio.
C'era un quadro con il ritratto di un tipo e il suo nome scitto sotto,o sopra,non ricordo e non è importante,quello che mi ha colpito era la cornice che era di legno e sottile,di un marrone che è la definizione stessa del marrone,non una sfumatura,solo marrone e vecchia.
Qualche funzionario o dirigente o come diavolo si chiamano(SINDACALISTI!!!)si aggirava con borse simil ventiquattr'ore odorando di fumo come solo loro possono,quasi gialli,rugosi,occhialuti e impermeabilizzati.
C'erano un sacco di anziani seduti in attesa di entrare tutti nello stesso ufficio,stanchi,sfiduciati e arresisi a quell'unico scopo giornaliero fatto di pazienza,incazzatura controllata e mobilità ridotta:mi ricordavano il feltro,quei rettangoli di feltro che tagli con le forbici e che sono adesivi da un lato così che tolta la pellicola e sagomati a piacere,li appiccichi sotto le gambe delle sedie e sotto gli angoli dei mobili di modo che scivolino sul pavimento e non facciano più casino.Sembrava che quei signori anziani l'avessero sotto le scarpe per lo stesso motivo e che,una volta morti, l'agenzia funebre incaricata lo prelevasse per riutilizzarlo.
Ad un certo punto è entrata Agnese.
Agnese la conosco da anni perchè veniva in montagna con l'alpinismo giovanile ed è molto simpatica.
Agnese è stata per anni con un ragazzo col quale non sta più ma,da alcuni mesi, sta con un altro ragazzo che le darà un figlio poco voluto,a quanto spiega lei, ma ci hanno pensato molto e hanno scelto di tenerlo,saggiamente.
Questo le è valsa la perdita del lavoro poco prima che il suo contratto diventasse a tempo indeterminato.Agnese lavorava come O.S.S. presso una comunità di recupero per tossicodipendenti.
A un certo punto,dal corridoio che arriva dalla presidenza, è sbucato di colpo il mio professore di Filosofia,il professor Landi.
Io ho amato quest'uomo perchè amavo la Filosofia e lui era il canale attraverso il quale mi giungeva il nettare.
Landi:ventiquattr'ore di pelle marrone vagamente lucida,probabilmente lo era da nuova,maglioncino dalle tonalità autunnali e pantaloni di velluto a coste,scarpe in tinta e trascurabili nell'insieme.
Capelli castani con piazzetta e barba a tutto viso;occhi piccoli e molto azzurri dietro a grandi e ,credo, abbastanza spessi occhiali.
L'unica cosa che ho notato,dicendogli che oggi,a quasi dieci e sottolineo dieci,anni dal diploma, sceglierei il classico invece dello scientifico, è che la sua barba comincia a imbiancarsi.
Per voi Nick Cave and the Bad Seeds,Tupelo.
Prima moretti con pizza dell'"apple" tiepida:certosino,pancetta e rucola;squisita anche se fredda perde un tantino.
La cronaca alpinistica registra molti incidenti e una scomparsa dolorosa,oggi.
Ieri sono passato alla cgil per la disoccupazione,dovevo aprire la pratica e dopo che mi sono iscritto alle liste di collocamento mi hanno spedito al sindacato,il quale,dopo un'oretta di attesa e qualche carta compilata con rapidità e competenza,mi ha rispedito al suddeto collocamento per un fottuto singolo timbro.Lunedì,ottenuta l'inchiostrata torno al sindacato,poi boh.
Oggi sono passato al mio vecchio liceo per chiedere delle informazioni per la mia ragazza che vorrebbe prendere il diploma.
Ho incrociato nel corridoio due prof non miei e mi sono diretto in segreteria della quale le occupanti,sorprese,mi hanno salutato sorridendo.
Sono stato rappresentante d'istituto per tre anni e mezzo,dimettendomi a metà dell'ultimo anno per evidenti divergenze con quel minchione di uno dei miei colleghi,quello di influenze leghiste.Eravamo tre "comunisti" e lui un coglione.
Ero uno "personaggio pubblico" al liceo e la segreteria casa mia,praticamente.
Non ero mai stato in un sindacato prima di ieri.Era pieno di vecchiaia e ne aveva l'odore.
Era tutto vecchio.
C'era un quadro con il ritratto di un tipo e il suo nome scitto sotto,o sopra,non ricordo e non è importante,quello che mi ha colpito era la cornice che era di legno e sottile,di un marrone che è la definizione stessa del marrone,non una sfumatura,solo marrone e vecchia.
Qualche funzionario o dirigente o come diavolo si chiamano(SINDACALISTI!!!)si aggirava con borse simil ventiquattr'ore odorando di fumo come solo loro possono,quasi gialli,rugosi,occhialuti e impermeabilizzati.
C'erano un sacco di anziani seduti in attesa di entrare tutti nello stesso ufficio,stanchi,sfiduciati e arresisi a quell'unico scopo giornaliero fatto di pazienza,incazzatura controllata e mobilità ridotta:mi ricordavano il feltro,quei rettangoli di feltro che tagli con le forbici e che sono adesivi da un lato così che tolta la pellicola e sagomati a piacere,li appiccichi sotto le gambe delle sedie e sotto gli angoli dei mobili di modo che scivolino sul pavimento e non facciano più casino.Sembrava che quei signori anziani l'avessero sotto le scarpe per lo stesso motivo e che,una volta morti, l'agenzia funebre incaricata lo prelevasse per riutilizzarlo.
Ad un certo punto è entrata Agnese.
Agnese la conosco da anni perchè veniva in montagna con l'alpinismo giovanile ed è molto simpatica.
Agnese è stata per anni con un ragazzo col quale non sta più ma,da alcuni mesi, sta con un altro ragazzo che le darà un figlio poco voluto,a quanto spiega lei, ma ci hanno pensato molto e hanno scelto di tenerlo,saggiamente.
Questo le è valsa la perdita del lavoro poco prima che il suo contratto diventasse a tempo indeterminato.Agnese lavorava come O.S.S. presso una comunità di recupero per tossicodipendenti.
A un certo punto,dal corridoio che arriva dalla presidenza, è sbucato di colpo il mio professore di Filosofia,il professor Landi.
Io ho amato quest'uomo perchè amavo la Filosofia e lui era il canale attraverso il quale mi giungeva il nettare.
Landi:ventiquattr'ore di pelle marrone vagamente lucida,probabilmente lo era da nuova,maglioncino dalle tonalità autunnali e pantaloni di velluto a coste,scarpe in tinta e trascurabili nell'insieme.
Capelli castani con piazzetta e barba a tutto viso;occhi piccoli e molto azzurri dietro a grandi e ,credo, abbastanza spessi occhiali.
L'unica cosa che ho notato,dicendogli che oggi,a quasi dieci e sottolineo dieci,anni dal diploma, sceglierei il classico invece dello scientifico, è che la sua barba comincia a imbiancarsi.
Per voi Nick Cave and the Bad Seeds,Tupelo.
mercoledì 16 dicembre 2009
Requiem
Ho sempre sospettato che la mia condizione fosse di privilegiato ed effettivamente lo è.
Ho discorso alcune volte con un amico a proposito di questo,schiettamente e certamente protetti dalle ore prime della mattina,tra le mura di un locale chiuso in ogni senso,temo in ogni tempo:una sorta di maledizione di Tutankhamon.
A volte,in quelle notti, ci siamo gonfiati proclamando furenti la nostra nobiltà intellettuale,il nostro spirito luccicante d'argento,la nostra origine;abbiamo gioito per il nostro dolore perchè affondava i suoi piedi nella terra.
Virate strette e spirali dialettiche risollevavano le sorti meste della nostra fantasia generando scherzi,giochi e viaggi leggeri dai colori pastello di grosse macchine decapottabili con la sensazione del loro vento in faccia:d'improvviso erano giornate serene,nella mia testa.
L'altra sera tornavo a casa e ho guardato il cielo nero d'inverno povero di stelle e ho sentito sulla pelle tesa del volto il freddo,pizzicare.Come allora quando uscivo tardi da quel posto.
Il giorno prima dell'altra sera ho perso il lavoro.
Ho discorso alcune volte con un amico a proposito di questo,schiettamente e certamente protetti dalle ore prime della mattina,tra le mura di un locale chiuso in ogni senso,temo in ogni tempo:una sorta di maledizione di Tutankhamon.
A volte,in quelle notti, ci siamo gonfiati proclamando furenti la nostra nobiltà intellettuale,il nostro spirito luccicante d'argento,la nostra origine;abbiamo gioito per il nostro dolore perchè affondava i suoi piedi nella terra.
Virate strette e spirali dialettiche risollevavano le sorti meste della nostra fantasia generando scherzi,giochi e viaggi leggeri dai colori pastello di grosse macchine decapottabili con la sensazione del loro vento in faccia:d'improvviso erano giornate serene,nella mia testa.
L'altra sera tornavo a casa e ho guardato il cielo nero d'inverno povero di stelle e ho sentito sulla pelle tesa del volto il freddo,pizzicare.Come allora quando uscivo tardi da quel posto.
Il giorno prima dell'altra sera ho perso il lavoro.
mercoledì 11 novembre 2009
Come si chiama quello che ha inventato la stampa?
venerdì 25 settembre 2009
Nel caldo della tuta

Questa serata mi aspettava al varco da un po' di tempo,come un appuntamento rimandato finchè inevitabile.
Non sarebbe stato possibile una volta di più il consueto passaggio crollo di energie-perdita di sensi-svenimento-morte sul divano- che di solito avviene con il rientro a casa dopo il lavoro.
La casa un casino e anche in tv niente di abbastanza alienante.Di solito il primo è un pensiero o meglio,una visione concreta, della quale mi è facile far finta di niente e il secondo un torpore comodo nel quale,spesso,affondo senza neanche far la doccia,consumando un pasto rapido senza gran preparazione nè alcuna ritualità.
Stasera mi sono alzato dal divano spegnendo la tele e mi sono fatto una doccia con della buona musica e la luce bassa,ho acceso un incenso,messo una tuta e ho tirato insieme i vestiti sporchi sparsi un po' dappertutto.Ho messo sui fornelli una padella e una bistecchiera e mi sono cucinato dei semplici spinaci,due bistecche e una pera della coop ma di nuovo c'è che li ho mangiati apparecchiando finalmente il mio mitico tavolo alto trenta centimetri e ho aperto una bottiglia di rosso che è un regalo che non mi facevo da tempo immemore.
La musica non ha smesso un secondo di suonare e finito di mangiare ho anche lavato i piatti.
Vi sembra così tanto normale?
Iscriviti a:
Post (Atom)

