sabato 28 luglio 2012

Viabilità

I don't care much about traffic and its rules. It's more about meeting people that remind you the way you come from amd the taste you get from them. You can touch it in the air with your fingers and you can also figure it out in your mind,painting it with the matt colors of memories. portishead,roads.

giovedì 14 giugno 2012

Euro 2012

Non credo che ci sia la giusta maturità per fare strada in questo europeo. Il clima è lo stesso,quello di un inizio d'estate sufficientemente mite affinchè i piedi scoperti soffrano il fresco della sera e al contempo si possa stare in maniche corte con un paio di jeans a completare l'abbigliamento. Personalmente la combinazione degli elementi sopra citati mi è dolce nel ricordo nell'atto di rimembrare quasi a livello olfattivo l'estate,oltre a farmi sentire bene quando l'indosso. Bene;a parte 'ste cagate mi viene da dire che gli elementi che frequentavano la solita veranda erano di un altro livello nel loro insieme.C'era un leader carismatico e pirla a sufficienza,un drappello di coglioni che gli andavano dietro motivati da disinteressata propensione al tifo divertito e sentito, senza schieramenti di parte o super presunta competenza tecnica;c'erano degli adulti molto di presenza.In generale si scopava bene,divertendosi o per festeggiare e i rapporti non avevano polemiche annesse,non c'erano troie e neanche suore e tutti insieme festeggiammo un mondiale. Oggi non siamo pronti,come due anni fa.Cazzo. Eravamo molto più simili all'alternativo nel nostro essere molto comunemente normali,c'è ancora da imparare da noi stessi.

mercoledì 16 maggio 2012

Vent

Le riflessioni di una serata ventosa conducono alla solitudine o se fosse un gesto sarebbe come accovacciarsi,abbracciandosi le ginocchia con lo sguardo all'orizzonte. Ci sono linee sulle mie montagne che diventano lame nere e perfette e tagliano il cielo blu e limpido del crepuscolo inoltrato nel momento della giornata in cui le prime stelle hanno già fatto il loro ingresso e sono molto brillanti. C'è vento forte da due giorni e mi porta via,lontano dalle voci,dai discorsi,dai comportamenti e da qualunque cosa si intenda per interesse.Ci sono solo correnti invisibili da seguire col corpo e con il pensiero ovunque vadano,consapevole che finiscono da nessuna parte perchè il vento si perde comunque. Dunque non parlatemi di nulla,specialmente di persone,perchè non vi sento.

sabato 5 maggio 2012

Simple Past

Sono profondamente legato alla pioggia dove per profondamente intendo un rapporto che affonda le proprie radici nel passato e che si protrae ininterrotto negli anni.La pioggia è quell'elemento che mi da tranquillità e stabilità in qualunque contesto vissuto lo metta ed in particolare è connesso a due immagini molto equilibrate nella loro emotività,della mia emotività:le mie due case. La prima è la Siberia in un giorno di pioggia intensa quando la casa di fianco non era ancora ristrutturata e ci si poteva mettere sotto il lungo balcone di lastre di sasso di quelli vecchio stile,ruvide e sconnesse,non modernamente levigate, e stare all'asciutto.Il terreno sotto i piedi era di quella consistenza che ha la sabbia marrone quando s'impregna di umidità senza essere bagnata direttamente mentre pochi metri più avanti,dove pioveva a cielo aperto,le pozzanghere si riempivano di acqua torbida e sapevi che se avesse continuato tutto il giorno ci sarebbe stato una specie di lago al posto della strada.Il grandissimo prato davanti alla casa era verde e alto quanto lo è in primavera,osservando però il particolare dei fili di erba leggermente ripiegati dal peso dell'acqua che mi davano l'impressione di un prato in qualche modo più soffice. In quella solitudine magica di me bambino ricordo come il suono della pioggia intensa diventasse più nitido e chiaro e di come nell'armonia di tutto quell'insieme,potessi isolare a piacimento il suono dell'acqua delle grondaie cariche,della rongia che continuava a scorrere,di una piccolissima cascata che precipitando da una tettoia colpisse una lamiera metallica e arrugginita,o il meraviglioso contatto della pioggia sulle fronde degli alberi e sul prato immenso. La seconda è Via Briona nelle serate in cui la pioggia seppur discretamente forte,mi permetteva di credermi immune alla malattia mentre ci camminavo attraverso.Il pavè lastricato diventava lucido e rifletteva, diffondendole più ampiamente, le luci gialle dei lampioni sospesi del centro storico,quelli fatti come vecchie lampade a olio.Ci camminavo solitario da piazza mercato a casa spegnendo la sigaretta poco prima che si svolgesse quella piccola curva che è percebile solo dopo anni di passeggio,sigaretta che vedeva il suo braciere impregnarsi d'acqua velocemente e la cartina inesorabilmente colpita in successione da alcune gocce,dopo che per alcuni brevissimi attimi sembrava che le fosse risparmiato questo supplizio.Ma la natura è natura e dopo pochi minuti di pioggia anche la miglior carta si disfa.In questa immagine ci sono pochi suoni,forse i passi,forse la sigaretta che si spegne,forse un gatto.C'è un certo silenzio,quello di una città che già dormiva mentre ancora camminavo verso casa. Questa sera piove e penso a quel passato.

lunedì 30 aprile 2012

Pollution,inquinamento mentale

E' fastidioso alzarsi e sentire pesante la continuità temporale con ieri,cioè senza avvertire l'alba di un nuovo giorno come una pagina che si svolta bensì come il misero salto di una riga senza che,ironicamente,ci sia almeno la pausa ritmica di un qualunque segno di punteggiatura. Mi sono alzato in questo modo sentendomi molto frustrato e senza prospettiva,cioè senza che dal mio punto di vista sia evidente un punto fuga su cui far convergere lo sguardo e di conseguenza l'attenzione. ho sentito una gran rabbia contro me stesso e contro l'incapacità delle mie mani di fare qualunque cosa,ho sentito la rabbia profonda verso la mia allergia e i miei polmoni incapaci di accettare particelle esterne che mi impediscono anche solo di tagliare l'erba.Ho sentito un'angoscia pazzesca pensando alla stanchezza che mi alcune volte mi sorprende arrivando dal nulla,inaspettata,subdola e misera come la condizione di chi non sa uscirne e affrontare le cose.Sono definitivamente furente contro il mio coraggio che ha fatto le valigie,contro l'incapacità di fare le cose da solo,contro la paura di farle e contro le scuse che prendo.Mi sono vergognato della paura che ho di massaggiare,di rimanerci sotto e di sboccare.Sono pietrificato dalla paura di svenire.Eppure a volte qui non voglio stare.Sento la punizione che mi infliggo mentre vedo la gabbia in cui tengo la mi serenità e quella dove tengo un cane affamato e furente che in queste condizioni non ha bisogno di altro cibo per continuare a crescere.L'autodistruzione autoimposta per non saper cosa fare del mio status privilegiato che se anche mi dessero 200.000 euro non saprei dove metterli.Cosa cazzo vuoi fare da grande merda di un uomo.C'è cosa peggiore del non voler crescere,qual'è la tua fottuta paura nel farlo?

giovedì 19 aprile 2012

Nuit

Scivolano,scivolano,scivolano.I miei occhi si chiudono,stanchi.