lunedì 29 luglio 2013
Veleggiando
La prima immagine è sfumata nella notte.Corrisponde al momento in cui mi sveglio sotto il bimini della barca con tutto il fianco che percepisce la ruvidità della panchetta.Mi metto a sedere guardando dove sono gli altri:Albe dorme nelle sue certezze e nel suo amore,nella scelta della sua vita,con un sorriso benedetto.A prua Mauri e Fulvio parlano.Passo velocemente in rassegna le possibilità e decido di scendere in coperta e mettermi a letto.
La seconda immagine è del mattino,mi sveglio con il leale Fulvio al mio fianco,egli ha un cuore retto dentro cui si agita un tremore lontano.Ricordo quei giorni della nostra infanzia,fratello mio.
Ancora una volta tentenno un po':seppure ci sia il sole non so dire che ora sia,infine mi alzo.
Lavo i denti,salgo, saluto skipper e hostess,concordiamo sul salpare e portarci in rada,prendo il costume asciugatosi di notte,scendo,lo metto e risalgo.Poche parole nel sole del mattino fino a che l'ancora non è gettata.La giornata è tersa,l'acqua calma.C'è la brezza delle prime ore del giorno quando il sorgere del sole sposta masse d'aria.Sono a poppa indeciso sul tuffarmi,aspetto un istante e poi via.
La temperatura dell'acqua risveglia tutto il corpo,galleggiare nel fluido è un movimento aggraziato,baciato dal giovane sole.Non c'è un pensiero delineato ma avverto ciò che chiamo energia.Tutto si muove e ribolle nell'anima dove ancora soggiornano paure e incertezze e quel senso di poco.Il turbinio è forte:dentro di me ci sono molte aree agitate e in superficie cerco la carezza del nuovo giorno.
Esco dall'acqua e mi avvolgo nell'asciugamano.Mi metto al sole,l'agitazione scema,gli altri man mano si svegliano e arrivano.L'inizio ha inizio.
giovedì 21 febbraio 2013
Pre incubi (o incubi potenziali)
Piccoli e rari fiocchi di neve portati dal vento,cielo grigio,grossi cumuli squarciati da tagli azzurri attraverso i quali si intuisce la portata delle correnti d'aria,correnti che spostano masse enormi con semplicità disarmante.
Mi sono appisolato poco dopo cena,sul divano,con la stanchezza che mi ha colto alle spalle.Mi sono risvegliato un'ora dopo rigenerato quanto basta per aver la voglia di buttar giù due righe,il tempo sufficiente per percepire masse spostate dentro il mio campo attentivo senza,peraltro,averne completa coscienza.
Addormentarsi,risvegliarsi e poi dover tornare a dormire in un tempo ragionevole nell'arco della stessa serata è difficile e strano:non sai propriamente se ce la farai.
sabato 8 dicembre 2012
Weddings
La situazione è quella di un sabato di dicembre nel quale cade l'immacolata concezione e nelle cittadine come Domodossola si accendono le luminarie natalizie.
Queste luminarie sono per la maggior parte prive di significato ma,alcune di loro,la minima parte,portano con loro uno spunto,quello che stanotte mi ispira.
Bene,alcune di queste luci decorative proprio non vogliono saperne si stare accese e generano delle discontinuità visive che nella mia mente,scossa,assumono valore.
E' come se fossero delle linee di demarcazione come quelle che ci sono nelle operazioni di calcolo,quelle che si tracciano sotto una colonna di numeri dalla quale si dividono addendi e risultato.
La proclamazione inaspettata di un matrimonio benedetto è quella linea,un momento che descrive un parziale,che delinea un'epoca.
Ballare,propriamente, non è mai stato mio in questa vita ma, certe notti, mi piace immaginare di poter ballare con voi insieme a me,giovani,e solo al momento giusto,con permesso accordato,sganciarsi.
mercoledì 28 novembre 2012
mobilizzazione vertebrale
Cosa dire di questa pioggia incessante? che non smette ed è la sua necessità,cade perchè non può fare altro,cade serena e rassegnata senza che in questa emozione vi sia malessere.
Ci sono grandi pozze ovunque,sembrano quasi laghi:se fossi un bambino forse sarebbero più laghi che pozze,almeno nelle dimensioni della fantasia.
In alto sicuramente nevica:la differenza tra la neve e la pioggia,che poi in fondo sono la stessa cosa,è il silenzio;quando cade la neve non c'è rumore.
Non so quale delle due sia la maggior portatrice di calma,forse è proprio la propensione di un certo momento al silenzio o al rumore.
Anche le vertebre che scrocchiano fanno rumore e oggi portano calma,per necessità.
giovedì 2 agosto 2012
un litigio
Ad un certo punto non si possono ignorare la propria rabbia,la propria invidia e il proprio risentimento.
Specifico subito che non sarà questa la sede in cui starò dietro ai fottuti imbonitori che mi raccontano che ogni sentimento,rabbia e paura comprese,è positivo e solo quando non lo viviamo ma lo lasciamo degenerare in un risentimento diventa negativo e devastante e specifico,inoltre, che mi riservo al privato le eventuali riflessioni su come incanalare positivamente questi flussi di energia compressa e distruttiva.
Dunque:
non ho mai chiesto molto perchè sono pudorato,non voglio mai che pianti e moine si trasformino in regali ma ,oggi, non sopporto questa sensazione che all'interno della mia famiglia sia rimasto spesso fregato perchè corretto, dove per correttezza intendo la non espressione di un anche legittimo desiderio perchè, nelle mie valutazioni, non spettava a me farlo in quanto ,in qualche modo ,avrebbe limitato la libertà di scelta delle persone e soprattutto, non sopporto il fatto che il "ritmo armonioso" del respiro familiare sia interrotto dalla comparsa flash,in stile lapsus di poche parole scappate,chiaramente riconducibili al tornaconto personale,sia esso economico contemporaneo,futuro o di posizione dominante all'interno degli affari nostri.
Fosse anche solo una struttura di pensiero inconscia e non pensata in senso stretto,mi fa infuriare perchè ,in qualche fottuto meandro della ragione, avrà anche le sue radici.
E' come vedere emergere il singolo individuo,vederlo ringhiare perchè innocentemente hai scoperto il suo tesoro nascosto e vedere che, anche solo in parte, è fatto con le occasioni in cui io ho taciuto,scegliendo altre strade e senza mai tettare al di là del normale.E' terribile percepire dall'interno una sproporzione e difficile anche comporne il pensiero perchè non c'è mediazione tra le due,sono tutte e due opinioni e nessuna potrà prevalere.Doxa nella realtà.
Ma nel mio cammino ho corso fuori dai sentieri supposti ed è lì che ho incontrato persone importanti che mi hanno fatto apprezzare l'odore del sangue e il piacere di sentirlo scorrere in rivoli lungo l'avambraccio compreso il silenzioso momento in cui si coagula sulla pelle,mischiandosi alla polvere.
La mia rabbia è profonda perchè non c'è mai stato un supporto al mio cammino diverso,mai.Non hanno mai voluto camminare con me e io sono sconfitto sono tornato senza nulla che potessi raccontare perchè,evidentemente non l'avrebbero mai capito o condiviso.Sono tornato sconfitto dunque,e sono tornato solo per sentire la solita proposta rinnovata al mio primo sclero e per sentirmi rinfacciato il fatto che oltretutto non gli ho informati sui test d'ingresso.Patetiche lacrime.Ed è certo dal loro punto di vista che non c'è stata disparità ma nulla possono fare con la mia sensazione e questo li ferisce come a me ha ferito una porta costruita dopo,un contratto dipendente,una piccola cucina che non si poteva fare,i nomi degli amici non ricordati.
Un piccolo appello a chi mi leggerà:a settembre farò 3 test d'ingresso all'università e la verità è che non volevo dire niente per scaramanzia ma nel litigio di oggi l'ho detto e mi sento fottuto.Bene, voi che siete figli di puttana nell'anima abbattete questo alone di sfiga che sento.Grazie.
sabato 28 luglio 2012
Viabilità
I don't care much about traffic and its rules. It's more about meeting people that remind you the way you come from amd the taste you get from them. You can touch it in the air with your fingers and you can also figure it out in your mind,painting it with the matt colors of memories.
portishead,roads.
giovedì 19 luglio 2012
giovedì 14 giugno 2012
Euro 2012
Non credo che ci sia la giusta maturità per fare strada in questo europeo.
Il clima è lo stesso,quello di un inizio d'estate sufficientemente mite affinchè i piedi scoperti soffrano il fresco della sera e al contempo si possa stare in maniche corte con un paio di jeans a completare l'abbigliamento.
Personalmente la combinazione degli elementi sopra citati mi è dolce nel ricordo nell'atto di rimembrare quasi a livello olfattivo l'estate,oltre a farmi sentire bene quando l'indosso.
Bene;a parte 'ste cagate mi viene da dire che gli elementi che frequentavano la solita veranda erano di un altro livello nel loro insieme.C'era un leader carismatico e pirla a sufficienza,un drappello di coglioni che gli andavano dietro motivati da disinteressata propensione al tifo divertito e sentito, senza schieramenti di parte o super presunta competenza tecnica;c'erano degli adulti molto di presenza.In generale si scopava bene,divertendosi o per festeggiare e i rapporti non avevano polemiche annesse,non c'erano troie e neanche suore e tutti insieme festeggiammo un mondiale.
Oggi non siamo pronti,come due anni fa.Cazzo.
Eravamo molto più simili all'alternativo nel nostro essere molto comunemente normali,c'è ancora da imparare da noi stessi.
mercoledì 16 maggio 2012
Vent
Le riflessioni di una serata ventosa conducono alla solitudine o se fosse un gesto sarebbe come accovacciarsi,abbracciandosi le ginocchia con lo sguardo all'orizzonte.
Ci sono linee sulle mie montagne che diventano lame nere e perfette e tagliano il cielo blu e limpido del crepuscolo inoltrato nel momento della giornata in cui le prime stelle hanno già fatto il loro ingresso e sono molto brillanti.
C'è vento forte da due giorni e mi porta via,lontano dalle voci,dai discorsi,dai comportamenti e da qualunque cosa si intenda per interesse.Ci sono solo correnti invisibili da seguire col corpo e con il pensiero ovunque vadano,consapevole che finiscono da nessuna parte perchè il vento si perde comunque.
Dunque non parlatemi di nulla,specialmente di persone,perchè non vi sento.
sabato 5 maggio 2012
Simple Past
Sono profondamente legato alla pioggia dove per profondamente intendo un rapporto che affonda le proprie radici nel passato e che si protrae ininterrotto negli anni.La pioggia è quell'elemento che mi da tranquillità e stabilità in qualunque contesto vissuto lo metta ed in particolare è connesso a due immagini molto equilibrate nella loro emotività,della mia emotività:le mie due case.
La prima è la Siberia in un giorno di pioggia intensa quando la casa di fianco non era ancora ristrutturata e ci si poteva mettere sotto il lungo balcone di lastre di sasso di quelli vecchio stile,ruvide e sconnesse,non modernamente levigate, e stare all'asciutto.Il terreno sotto i piedi era di quella consistenza che ha la sabbia marrone quando s'impregna di umidità senza essere bagnata direttamente mentre pochi metri più avanti,dove pioveva a cielo aperto,le pozzanghere si riempivano di acqua torbida e sapevi che se avesse continuato tutto il giorno ci sarebbe stato una specie di lago al posto della strada.Il grandissimo prato davanti alla casa era verde e alto quanto lo è in primavera,osservando però il particolare dei fili di erba leggermente ripiegati dal peso dell'acqua che mi davano l'impressione di un prato in qualche modo più soffice.
In quella solitudine magica di me bambino ricordo come il suono della pioggia intensa diventasse più nitido e chiaro e di come nell'armonia di tutto quell'insieme,potessi isolare a piacimento il suono dell'acqua delle grondaie cariche,della rongia che continuava a scorrere,di una piccolissima cascata che precipitando da una tettoia colpisse una lamiera metallica e arrugginita,o il meraviglioso contatto della pioggia sulle fronde degli alberi e sul prato immenso.
La seconda è Via Briona nelle serate in cui la pioggia seppur discretamente forte,mi permetteva di credermi immune alla malattia mentre ci camminavo attraverso.Il pavè lastricato diventava lucido e rifletteva, diffondendole più ampiamente, le luci gialle dei lampioni sospesi del centro storico,quelli fatti come vecchie lampade a olio.Ci camminavo solitario da piazza mercato a casa spegnendo la sigaretta poco prima che si svolgesse quella piccola curva che è percebile solo dopo anni di passeggio,sigaretta che vedeva il suo braciere impregnarsi d'acqua velocemente e la cartina inesorabilmente colpita in successione da alcune gocce,dopo che per alcuni brevissimi attimi sembrava che le fosse risparmiato questo supplizio.Ma la natura è natura e dopo pochi minuti di pioggia anche la miglior carta si disfa.In questa immagine ci sono pochi suoni,forse i passi,forse la sigaretta che si spegne,forse un gatto.C'è un certo silenzio,quello di una città che già dormiva mentre ancora camminavo verso casa.
Questa sera piove e penso a quel passato.
lunedì 30 aprile 2012
Pollution,inquinamento mentale
E' fastidioso alzarsi e sentire pesante la continuità temporale con ieri,cioè senza avvertire l'alba di un nuovo giorno come una pagina che si svolta bensì come il misero salto di una riga senza che,ironicamente,ci sia almeno la pausa ritmica di un qualunque segno di punteggiatura.
Mi sono alzato in questo modo sentendomi molto frustrato e senza prospettiva,cioè senza che dal mio punto di vista sia evidente un punto fuga su cui far convergere lo sguardo e di conseguenza l'attenzione.
ho sentito una gran rabbia contro me stesso e contro l'incapacità delle mie mani di fare qualunque cosa,ho sentito la rabbia profonda verso la mia allergia e i miei polmoni incapaci di accettare particelle esterne che mi impediscono anche solo di tagliare l'erba.Ho sentito un'angoscia pazzesca pensando alla stanchezza che mi alcune volte mi sorprende arrivando dal nulla,inaspettata,subdola e misera come la condizione di chi non sa uscirne e affrontare le cose.Sono definitivamente furente contro il mio coraggio che ha fatto le valigie,contro l'incapacità di fare le cose da solo,contro la paura di farle e contro le scuse che prendo.Mi sono vergognato della paura che ho di massaggiare,di rimanerci sotto e di sboccare.Sono pietrificato dalla paura di svenire.Eppure a volte qui non voglio stare.Sento la punizione che mi infliggo mentre vedo la gabbia in cui tengo la mi serenità e quella dove tengo un cane affamato e furente che in queste condizioni non ha bisogno di altro cibo per continuare a crescere.L'autodistruzione autoimposta per non saper cosa fare del mio status privilegiato che se anche mi dessero 200.000 euro non saprei dove metterli.Cosa cazzo vuoi fare da grande merda di un uomo.C'è cosa peggiore del non voler crescere,qual'è la tua fottuta paura nel farlo?
giovedì 19 aprile 2012
mercoledì 4 aprile 2012
Tempo
E' tutto il giorno che giro intorno all'idea di scrivere qualcosa stasera e mi sembra strano ma lo sto proprio facendo.Così come altre volte in passato,è stata la pioggia a iniziare questo scritto e lo ha fatto molto prima che le prime balbettate parole apparissero sullo schermo.La pioggia ha su di me un effetto innescante e mi diverte il contrasto che c'è tra il suono bagnato che sento sul tetto e l'immagine di una miccia accesa da cui parte il mio discorso.
A dirla tutta non so neanche che discorso ho intenzione di fare,posso solo iniziare da qualche parte e proseguire fino a che mi andrà:il mio stupido inizio riguarda la poltrona sulla quale sono seduto a scrivere e il fatto che l'ho spostata apposta davanti alla finestra perchè,dovete sapere,in origine doveva star lì con tanto di poltrona gemella e tavolino adiacente,doveva essere il punto principale della vita domestica che mi sarebbe piaciuta esser fatta di libri e conversazioni sorseggiando una tisana in inverno,un bicchiere di vino rosso la sera, o un cocktail fruttato d'estate,là proprio su quelle poltrone.
Una sera mi è stata data l'idea di fare tutto come è adesso ed è evidente che la suddetta idea mi è piaciuta tanto da realizzarla ma oggi che guardo questo salotto mi sembra come se fosse pietrificato e altrui,senza nascondere il fatto che il centro della mia vita casalinga è svogliatamente diventato quel corto divano nero su cui collasso miseramente ogni sera.
Mi chiedo quindi che dimensione ci sia tra una visione personale e una realizzazione per così dire aliena;sono così tanto disposto a cedere inconsapevolmente una parte di me perchè non credo nella mia logica o nella mia estetica?perchè il progetto di un altro è semplicemente più bello?
Forse così mi sono perso la gioia di sperimentare me stesso e attraverso ciò di scegliermi il sentiero, cosa per la quale, oggi,in mancanza di un progetto suggerito,mi dimeno alla ricerca di qualcosa su cui scaraventarmi per placare il tempo che sfugge e le sensazioni sgradevoli che vi si accompagnano.
Eppure stasera,qui da solo, sto bene. Sto scrivendo sulla poltrona e mi sono ripromesso di non passare dal divano ma di andare a letto per riscoprire il piacere di addormentarmi per tempo,possibilmente sfogliando un libro visto che ho il tempo per scoprire il calmo silenzio che mi circonda.
A dirla tutta non so neanche che discorso ho intenzione di fare,posso solo iniziare da qualche parte e proseguire fino a che mi andrà:il mio stupido inizio riguarda la poltrona sulla quale sono seduto a scrivere e il fatto che l'ho spostata apposta davanti alla finestra perchè,dovete sapere,in origine doveva star lì con tanto di poltrona gemella e tavolino adiacente,doveva essere il punto principale della vita domestica che mi sarebbe piaciuta esser fatta di libri e conversazioni sorseggiando una tisana in inverno,un bicchiere di vino rosso la sera, o un cocktail fruttato d'estate,là proprio su quelle poltrone.
Una sera mi è stata data l'idea di fare tutto come è adesso ed è evidente che la suddetta idea mi è piaciuta tanto da realizzarla ma oggi che guardo questo salotto mi sembra come se fosse pietrificato e altrui,senza nascondere il fatto che il centro della mia vita casalinga è svogliatamente diventato quel corto divano nero su cui collasso miseramente ogni sera.
Mi chiedo quindi che dimensione ci sia tra una visione personale e una realizzazione per così dire aliena;sono così tanto disposto a cedere inconsapevolmente una parte di me perchè non credo nella mia logica o nella mia estetica?perchè il progetto di un altro è semplicemente più bello?
Forse così mi sono perso la gioia di sperimentare me stesso e attraverso ciò di scegliermi il sentiero, cosa per la quale, oggi,in mancanza di un progetto suggerito,mi dimeno alla ricerca di qualcosa su cui scaraventarmi per placare il tempo che sfugge e le sensazioni sgradevoli che vi si accompagnano.
Eppure stasera,qui da solo, sto bene. Sto scrivendo sulla poltrona e mi sono ripromesso di non passare dal divano ma di andare a letto per riscoprire il piacere di addormentarmi per tempo,possibilmente sfogliando un libro visto che ho il tempo per scoprire il calmo silenzio che mi circonda.
mercoledì 18 gennaio 2012
A chi pensava fossi f...
Tutto circondato dal buio e nel buio scegliere di muoversi.Esercizi di sensazione prima di tutto.
Mi concentro su un braccio e sento ad un estremità le dita,le stiro,le tendo,le chiudo in un pugno sentendo la potenza distruttrice della rabbia e la perversione di una presa sicura e inamovibile:non si muove di un millimetro,sicura e cinica,precisa come un boia e divertita come un re dal potere assoluto.
La sensazione si sposta al bicipite del braccio pronto a contrarsi e inchiodare qualunque cosa al muro con ogni forza:posso godere di ogni singola fibra che si contrae e scarica potenza dal petto al muro.Sento la schiena sgranchirsi come fosse nell'attesa di poter anche lei fare come fanno i cavalli prima che venga dato il via.
Sento la bocca e la mandibola schiacciare ogni granello di sabbia,rimasuglio trito dei sassolini delle scarpe.Cicche di furia che voglio ingoiare solo per gustare la terra e il suo aroma,solo per sentirne il peso sullo stomaco e poi cagarlo mandando affanculo cioè che starà dietro dall'evacuazione in poi.
Alzato dalla tazza voglio sentire l'addome teso e flessibile e ogni forza scendere ed espandersi dalle palle ai glutei seguito da un movimento di assestamento che allarga la base di equilibrio e lo spazio tra i piedi che solo a quel punto iniziano a muoversi per camminare verso e contro molti.
Mi concentro su un braccio e sento ad un estremità le dita,le stiro,le tendo,le chiudo in un pugno sentendo la potenza distruttrice della rabbia e la perversione di una presa sicura e inamovibile:non si muove di un millimetro,sicura e cinica,precisa come un boia e divertita come un re dal potere assoluto.
La sensazione si sposta al bicipite del braccio pronto a contrarsi e inchiodare qualunque cosa al muro con ogni forza:posso godere di ogni singola fibra che si contrae e scarica potenza dal petto al muro.Sento la schiena sgranchirsi come fosse nell'attesa di poter anche lei fare come fanno i cavalli prima che venga dato il via.
Sento la bocca e la mandibola schiacciare ogni granello di sabbia,rimasuglio trito dei sassolini delle scarpe.Cicche di furia che voglio ingoiare solo per gustare la terra e il suo aroma,solo per sentirne il peso sullo stomaco e poi cagarlo mandando affanculo cioè che starà dietro dall'evacuazione in poi.
Alzato dalla tazza voglio sentire l'addome teso e flessibile e ogni forza scendere ed espandersi dalle palle ai glutei seguito da un movimento di assestamento che allarga la base di equilibrio e lo spazio tra i piedi che solo a quel punto iniziano a muoversi per camminare verso e contro molti.
venerdì 30 dicembre 2011
Più 6 gradi
30 Dicembre,Domodossola,cielo sereno e vento forte anche nel fondovalle,temperatura alle ore 21.15 più 6 gradi centigradi:una follia per la stagione che dovrebbe essere ma,seppur folle,comunque è.
Qualcosa fa capriole dentro di me e non mi sembra si diverta,certamente io non mi diverto e se in qualche modo si può definire transitiva la proprietà per cui una cosa che sta dentro di me è me stesso cioè identità,c'è sicuramente un evidente riscontro sul non divertimento.
Transito.
Io stesso transito dal sospetto che ciò che sento sia un fastidio organico,materiale,fatto di sangue e tessuto e molecole arrivando a definire questo malessere come psicologico e strettamente mentale.Ci perdo un sacco di tempo in questa diatriba e non ne approfondisco nessuna delle due,galleggiando su un'onda che che mi pendola da un apice all'altro di queste riflessioni.
Materassino e occhiali da sole,pallido in attesa di darmi una risposta che comodamente non perviene.Io stesso ne sono responsabile.Leggo un libro che si chiama 'L'atto di volontà' di tal Roberto Assagioli (un figo della madonna,fondatore della psicosintesi)sperando che mi dia una spinta e un quadro chiaro di cosa devo fare.
La cosa che mi da più fastidio è il malessere fisico che mi attanaglia subdolo e che non mi permette di fare quello che ho sempre fatto e dove ho sempre eccelso,la fisicità.L'atleta non c'è più e invece di incazzarmi mi frustro ancora di più.
In questi più sei gradi ho sentito forte l'impulso egoista di fare i miei interessi e fare le mie scelte,come se non volessi aiutare gli altri in questo momento.
Devo aiutare me stesso in una corsa verso la salvezza.
Qualcosa fa capriole dentro di me e non mi sembra si diverta,certamente io non mi diverto e se in qualche modo si può definire transitiva la proprietà per cui una cosa che sta dentro di me è me stesso cioè identità,c'è sicuramente un evidente riscontro sul non divertimento.
Transito.
Io stesso transito dal sospetto che ciò che sento sia un fastidio organico,materiale,fatto di sangue e tessuto e molecole arrivando a definire questo malessere come psicologico e strettamente mentale.Ci perdo un sacco di tempo in questa diatriba e non ne approfondisco nessuna delle due,galleggiando su un'onda che che mi pendola da un apice all'altro di queste riflessioni.
Materassino e occhiali da sole,pallido in attesa di darmi una risposta che comodamente non perviene.Io stesso ne sono responsabile.Leggo un libro che si chiama 'L'atto di volontà' di tal Roberto Assagioli (un figo della madonna,fondatore della psicosintesi)sperando che mi dia una spinta e un quadro chiaro di cosa devo fare.
La cosa che mi da più fastidio è il malessere fisico che mi attanaglia subdolo e che non mi permette di fare quello che ho sempre fatto e dove ho sempre eccelso,la fisicità.L'atleta non c'è più e invece di incazzarmi mi frustro ancora di più.
In questi più sei gradi ho sentito forte l'impulso egoista di fare i miei interessi e fare le mie scelte,come se non volessi aiutare gli altri in questo momento.
Devo aiutare me stesso in una corsa verso la salvezza.
martedì 13 dicembre 2011
Derealizzazione
Scrivere in una giornata difficile per quanto è strana,considerando in prima e ultima istanza che non è la giornata ad essere strana ma certamente io che mi sento cosi,cioè strano.
Derealizzazione dicono alcuni,ovvero una sorta di smontamento della realtà che io avverto come una congruenza mancata come due pentagoni che sono da ogni punto di vista uguali e quindi sovrapponibili
Sovrapponibile,ecco la parola.
Non mi sento sovrapponibile a me stesso,non riesco a mettere il me stesso sovrapposto a guardare il mondo fuori perchè è come se dal bordo dei miei occhi al confine esterno del mio cervello dove si compone l'immagine del mondo stesso, ci sia uno spessore che non riseco a comprendere per quanto mi sforzi.Un'ombra,un confine,un cuscinetto che è come un giramento di testa che fa male sulla fronte e che ti fa chiudere gli occhi alla ricerca di un posto che conosci,del solito,conosciuto mondo di sempre.
E poi è il panico perchè la testa si chiede subito quale dei due sia vero e si chiede anche,poi,che cosa sia poi questa verità tanto agognata.A questo punto mi manca un appiglio nella mia giornata strana e a volte temo anche che le persone che mi amano non debbano essere appigli e che in fondo io sono un po' matto,che non tornerò mai indietro da questo distacco dal tangibile,che non mi capirò più e che non ho speranza.A tratti ci credo davvero e ho paura.
Mi vorrei rannicchiare e piangere dicendomi che tutto passa,piccolo piccolo.Poi mi vengono su tutti i discorsi sulla responsabilità quando mi dicono che piccolo non posso più esserlo.Brutta storia diventare grandi,terribilmente in ritardo oltre tutto,nei miei freschi trent'anni.
Tutto quello che mi viene detto mi pesa come un monolite.Sei pallido,sembri stanco,sei pallido,agli occhi cerchiati,hai la faccia che segna la vescica,la fascia mi porta verso il cuore...
Oggi ho pensato che se fosse l'ultimo giorno della mia vita vorrei correre su un pendio delle mie montagne,in discesa e urlare.
Ho pensato però che in montagna mi imbarazza urlare e ho pensato che la il deserto sarebbe un bel posto che mi andrebbe bene.
Derealizzazione dicono alcuni,ovvero una sorta di smontamento della realtà che io avverto come una congruenza mancata come due pentagoni che sono da ogni punto di vista uguali e quindi sovrapponibili
Sovrapponibile,ecco la parola.
Non mi sento sovrapponibile a me stesso,non riesco a mettere il me stesso sovrapposto a guardare il mondo fuori perchè è come se dal bordo dei miei occhi al confine esterno del mio cervello dove si compone l'immagine del mondo stesso, ci sia uno spessore che non riseco a comprendere per quanto mi sforzi.Un'ombra,un confine,un cuscinetto che è come un giramento di testa che fa male sulla fronte e che ti fa chiudere gli occhi alla ricerca di un posto che conosci,del solito,conosciuto mondo di sempre.
E poi è il panico perchè la testa si chiede subito quale dei due sia vero e si chiede anche,poi,che cosa sia poi questa verità tanto agognata.A questo punto mi manca un appiglio nella mia giornata strana e a volte temo anche che le persone che mi amano non debbano essere appigli e che in fondo io sono un po' matto,che non tornerò mai indietro da questo distacco dal tangibile,che non mi capirò più e che non ho speranza.A tratti ci credo davvero e ho paura.
Mi vorrei rannicchiare e piangere dicendomi che tutto passa,piccolo piccolo.Poi mi vengono su tutti i discorsi sulla responsabilità quando mi dicono che piccolo non posso più esserlo.Brutta storia diventare grandi,terribilmente in ritardo oltre tutto,nei miei freschi trent'anni.
Tutto quello che mi viene detto mi pesa come un monolite.Sei pallido,sembri stanco,sei pallido,agli occhi cerchiati,hai la faccia che segna la vescica,la fascia mi porta verso il cuore...
Oggi ho pensato che se fosse l'ultimo giorno della mia vita vorrei correre su un pendio delle mie montagne,in discesa e urlare.
Ho pensato però che in montagna mi imbarazza urlare e ho pensato che la il deserto sarebbe un bel posto che mi andrebbe bene.
venerdì 11 novembre 2011
Forever rock and roll,Jack
Jack,è successa una cosa forte.
Sono uscito dal locale e ho visto una pianta che non so se è una betulla o un salice che sembrava finto come i prati del presepio fatti col muschio,quel finto lì,mi capisci.
Beh allora ho guardato il cielo dove la luna,che ieri era piena e oggi lo era meno,era circondata da nuvole che, nella sua fottuta luce bianca, erano grigie e sminchiate e ho sentito che faceva caldo.
Cazzo Jack,è novembre e ci sono otto fottuti gradi all'una di notte e l'unica cosa vera è che il mondo non è più lo stesso ma sai una cosa?
Ora e quando tutto sarà cambiato io sarò sotto terra e il mio spirito si fumerà una fottuta sigaretta lassù nel cielo,sorridendo e sputando tabacco.
Forever rock and roll,Jack.
Sono uscito dal locale e ho visto una pianta che non so se è una betulla o un salice che sembrava finto come i prati del presepio fatti col muschio,quel finto lì,mi capisci.
Beh allora ho guardato il cielo dove la luna,che ieri era piena e oggi lo era meno,era circondata da nuvole che, nella sua fottuta luce bianca, erano grigie e sminchiate e ho sentito che faceva caldo.
Cazzo Jack,è novembre e ci sono otto fottuti gradi all'una di notte e l'unica cosa vera è che il mondo non è più lo stesso ma sai una cosa?
Ora e quando tutto sarà cambiato io sarò sotto terra e il mio spirito si fumerà una fottuta sigaretta lassù nel cielo,sorridendo e sputando tabacco.
Forever rock and roll,Jack.
giovedì 10 novembre 2011
Fall
Sono passati questi lunghi giorni di pioggia e oggi splendeva il sole in un cielo limpido e terso color azzurro elettrico,veramente intenso.
La giornata è novembrina negli altri colori con le montagne che sono ricoperte di alberi marroni,gialli e rossi senza quella spavalderia dell'inizio autunno ma con quella quiete che sembra consapevole dell'anima di una stagione che porta al sonno,alla lentezza,alla contemplazione inconscia di un'energia sottile,o,meglio ancora, leggera che sfugge come il vento molto gradevole quando il viso è rivolto a questo sole mite ma incline ad esser freddo. Le cime delle montagne sono spolverate di neve e quel bianco rende ancor più accesa la luce e splendente il cielo.Nessun contrasto in un tutto molto graduale.
Il fondovalle vive nelle linee tra sole e ombra ed è in quest'ultime che mi immergo.L'umidità è molto percepibile e si odora la terra impregnata,l'erba e le foglie umide non ancora marcite che liberano la propria essenza,l'acqua che scorre nelle canarole e le pozze d'acqua ridottesi alonate di un contorno più scuro.Quest'ombra e più fresca ma certamente non buia.
Le case sono più calde mentre,chiuse le finestre,i rumori esterni sono più lontani e la gente è meno conviviale:si ritira senza che sia una chiusura scontrosa sembra piuttosto un commiato gentile quando arriva l'ora di tornare a casa.
Il gusto è quello delle clementine e per analogia cromatica l'unico albero vivo è quello dei cachi.
La luce del tramonto è ora più greve e giunge accompagnata dal rumore veloce dei passi che si affrettano nelle strade per le ultime commissioni prima che il buio arrivi portando con se arcane paure che ancor'oggi risuonano con un impercettibile sospiro quando,con sollievo,si chiude senza rumore la porta di casa e si tolgono le scarpe.
La giornata è novembrina negli altri colori con le montagne che sono ricoperte di alberi marroni,gialli e rossi senza quella spavalderia dell'inizio autunno ma con quella quiete che sembra consapevole dell'anima di una stagione che porta al sonno,alla lentezza,alla contemplazione inconscia di un'energia sottile,o,meglio ancora, leggera che sfugge come il vento molto gradevole quando il viso è rivolto a questo sole mite ma incline ad esser freddo. Le cime delle montagne sono spolverate di neve e quel bianco rende ancor più accesa la luce e splendente il cielo.Nessun contrasto in un tutto molto graduale.
Il fondovalle vive nelle linee tra sole e ombra ed è in quest'ultime che mi immergo.L'umidità è molto percepibile e si odora la terra impregnata,l'erba e le foglie umide non ancora marcite che liberano la propria essenza,l'acqua che scorre nelle canarole e le pozze d'acqua ridottesi alonate di un contorno più scuro.Quest'ombra e più fresca ma certamente non buia.
Le case sono più calde mentre,chiuse le finestre,i rumori esterni sono più lontani e la gente è meno conviviale:si ritira senza che sia una chiusura scontrosa sembra piuttosto un commiato gentile quando arriva l'ora di tornare a casa.
Il gusto è quello delle clementine e per analogia cromatica l'unico albero vivo è quello dei cachi.
La luce del tramonto è ora più greve e giunge accompagnata dal rumore veloce dei passi che si affrettano nelle strade per le ultime commissioni prima che il buio arrivi portando con se arcane paure che ancor'oggi risuonano con un impercettibile sospiro quando,con sollievo,si chiude senza rumore la porta di casa e si tolgono le scarpe.
mercoledì 12 ottobre 2011
Cessi
Ma per quale motivo i cessi,specialmente dei locali,hanno dei colori così acidi,forti e disgustosi?
Che uno ci voglia cagare,vomitare o fottere non ci beccano proprio niente.
Ci vorrebbe un libro fotografico che li descrivesse e che poi venga subito messo all'indice.
venerdì 7 ottobre 2011
Tarassaco
E' molto bella questa notte perchè la scala dei colori è indecisa tra quella dei blu e quella dei neri e le luci dei lampioni sono definite sia che siano a bordo strada o a metà della montagna.Ci sono vento e luna,crescente.La temperatura è finalmente quella di ottobre e l'aria,complice il vento,è di quella che secca la gola e che lascia capelli e pelle in confusione mentre,di contro parte,i pensieri si sfilacciano perdendo complessità diventando più vicini ad essere veramente raccolti per poi sfuggire all'ultimo momento come succederebbe a un fiore di tarassaco colto da una folata.
Mi addentro in questa notte con una preghiera nel cuore.
Mi addentro in questa notte con una preghiera nel cuore.
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