mercoledì 11 novembre 2009

Come si chiama quello che ha inventato la stampa?


Le serate che non fai mai servono per specchiarsi in pochi anni fa e per provare a stravolgere le unità di misura senza riuscirci.
Vedo piacevoli ritorni.

venerdì 25 settembre 2009

Nel caldo della tuta


Questa serata mi aspettava al varco da un po' di tempo,come un appuntamento rimandato finchè inevitabile.

Non sarebbe stato possibile una volta di più il consueto passaggio crollo di energie-perdita di sensi-svenimento-morte sul divano- che di solito avviene con il rientro a casa dopo il lavoro.

La casa un casino e anche in tv niente di abbastanza alienante.Di solito il primo è un pensiero o meglio,una visione concreta, della quale mi è facile far finta di niente e il secondo un torpore comodo nel quale,spesso,affondo senza neanche far la doccia,consumando un pasto rapido senza gran preparazione nè alcuna ritualità.

Stasera mi sono alzato dal divano spegnendo la tele e mi sono fatto una doccia con della buona musica e la luce bassa,ho acceso un incenso,messo una tuta e ho tirato insieme i vestiti sporchi sparsi un po' dappertutto.Ho messo sui fornelli una padella e una bistecchiera e mi sono cucinato dei semplici spinaci,due bistecche e una pera della coop ma di nuovo c'è che li ho mangiati apparecchiando finalmente il mio mitico tavolo alto trenta centimetri e ho aperto una bottiglia di rosso che è un regalo che non mi facevo da tempo immemore.

La musica non ha smesso un secondo di suonare e finito di mangiare ho anche lavato i piatti.

Vi sembra così tanto normale?

domenica 13 settembre 2009

Lavoro e futuro,di notte

Ci sono notti d'agitazione interiore e ansia e questa è una di quelle.

Non c'è musica nè altro che contorni in qualche modo questo scrivere che primariamente è un furto di ore a quelle che mi separano dal risveglio,cioè tra abbastanza poco,non più di cinque. E' il modo più semplice per passare attraverso il sonno che non arriva e alla stanchezza che,benchè ci sia, è spazzata via dall'oppressione che mi sembra di avere al petto ogni volta che mi sdraio,solo,rigirandomi e senza una compagnia così come mi ero invece ben abituato ad avere in quest'ultima settimana di vacanze al mare,dopo anni d'assenza.

E' incredibile a dirsi ma è ineffabile la solidità morbida che senti con un corpo vicino.La tranquillità.

Donde venga questa agitazione è facile e sbrigativo a dirsi quanto sia difficile,con l'imminenza del risveglio,sconfiggerla e riposare.Ebbene:

Già è traumatico tornare dalle vacanze normalmente figurarsi poi se il proprio contratto è scaduto e,sebbene ci fosse la più che affermata ipotesi di rinnovo,nonostante sia probabile che verrà formulata nei prossimi giorni se non domani stesso,durante il contatto telefonico di questa sera con il direttore operativo,mi sono permesso di ricordare che io non ho ancora ricevuto nè firmato alcunchè per cui preferirei evitare i cantieri fintanto che non si sia stabilita a legge tutela reciproca ottenendo un duro cambio di tono oltre che di non destinazione lavorativa,come a rimandare tutto a un tempo successivo al passaggio delle mie "bizze".

In vacanza ho preso a leggere "il Giuoco delle perle di vetro" ed essendo già a buon punto,stimolato dalla quiete menorchina e da quella lettura ho cominciato a pesare l'oppressione di un lavoro poco stimolante e a soppesare ciò che è passato e ciò come si figura,contornandosi a me.

Fa un po' paura mentre questa notte continua.

mercoledì 29 luglio 2009

Riassunti

Non scrivere per un così lungo periodo è indice di scarsa introspezione,forse.

Manca l'appiglio alla personalità,che vuol letteralmente dire che manca ciò che contraddistingue una persona,cioè il suo pensiero. (Cartesio?!!,qui aprirei parentesi poco congruenti...spunti soppressi da parentesi le quali,da sempre,sminuiscono grandi argomentazioni,esercizi tecnici per annoiati.)

Pansavo,semplicemente,in queste mie uniche più che rare ore di presenza tra la gente, che fin da quando sei piccolo i temi che ti fanno fare per imparare qualcosa sono volti a RIASSUMERE anzichè a sviluppare un 'idea.

Sono vittima di ipotrofia ideale e questa cultura insegnata mi fa schifo,ed io faccio altrettanto schifo per chè mai mi impegno a formarne una mia.

Convenienza fottuta.

giovedì 11 giugno 2009

Han taglaiato il fieno e di notte non lo vedi ma l'annusi meglio.

Sono uscito un'ora stasera e di questi tempi è già un evento.Sono uscito dopo cena,verso le dieci,sconfiggendo il divano e una forma di stanchezza latente perchè avevo come una curiosità che non so da dove venisse.Avevo anche voglia di calippo.Ne ho mangiati due all'ananas.Mica male.

Ho una notizia:è estate.

Prima considerazione e imperativo da tatuarmi sotto pelle:non perdertela,l'estate s'intende.

C'erano un paio di manciate di persone e ce l'avevano scritto in faccia che non si sta male,che la stagione leggera è qui e che permette di andare in giro senza preoccupazioni,senza tante giacche e con un po' di buon umore.Tornando alla macchina,nel parcheggio buio,c'era anche un bellissimo cielo sotto il quale si riesce a stare perchè non fa più freddo e non è una banalità se in qualche modo si può notare.
Mi hanno anche dato un paio di notizie su eventi,feste,concerti,sitazioni.Alcuni erano anche contenti di vedermi.
Ci devo mettere un po' d'energia.Forza.

Yo la tengo-season of the shark

sabato 30 maggio 2009

Nebbia e neve

Tramezzini confezionati che sanno di plastica più bevanda al pompelmo rosa:questo è il mio pranzo e mi fa abbastanza schifo nonostante il non trascurabile dettaglio di essermelo scelto,il pranzo.
Energie al lumicino tendenti al ribasso perchè non ho la capacità e l'umore adatto nè adattabile per riposare.
Tutto ciò che richiede attività e attenzione personale passa da qualche parte che dev'essere più o meno,sicuramente abbastanza,distante da me.
Ho la casa che è un casino e appare lugubre come un ripostiglio poco accogliente o almeno è quello che mi pare.Ho il letto disfatto,calze sparse,una pesca nello stesso scaffale da tre giorni e non faccio la spesa da dieci.
Non capisco cosa passa intorno e da qualche giorno l'umore di una persona che confrontato col mio da lo stesso effetto della nebbia sulla neve.Quando è bianco su bianco si perde l'orientamento,gira la testa e vien da vomitare.Non è per lo schifo ma perchè non sai dove sei e vorresti solo trovare il modo di stare meglio e mettere tutto a posto.
Oggi è una giornata amara e non ne rifiuto il gusto perchè in fondo all'amarezza c'è una nota triste che arriva profonda ed è una nota per me.Un modo per avere attenzione propria.

giovedì 9 aprile 2009

Professare

Che differenza c'è tra chi cerca un gesto perfetto e chi cerca di perdersi senza condizione?!